concime bio npk

Concime

Npk fertilizzante

I fertilizzanti naturali sono quelli ricavati con metodi non chimici e che contengono elementi di base come l'azoto N, il potassio K ed il fosforo P, da cui la formula npk.

di Redazione

10 settembre 2014

Concimazioni

Le piante, per svilupparsi nel migliore dei modi, hanno bisogno di essere nutrite ed annaffiate. Gli elementi nutritivi di cui necessitano, spesso, li ritrovano nel terreno ma non tutti i terreni sono uguali e non tutti contengono le stesse sostanze nutritive. Per questo motivo, a quasi tutte le piante, vengono somministrati dei concimi. I fertilizzanti accompagnano le piante nelle varie fasi del loro sviluppo garantendo una crescita sana. Ogni pianta ha bisogno di un tipo di concime specifico, la scelta va fatta in base alle sostanze che dovranno essere somministrate e al tipo di terreno utilizzato per le coltivazioni. Generalmente, tutti i concimi, sono composti da i macro elementi quali Azoto, Fosforo e Potassio e da micro elementi come Calcio, Ferro, Boro, Manganese, Magnesio e Zinco (ed altri).

Fertilizzanti npk

L’Azoto, il Fosforo ed il Potassio sono gli elementi dei concimi sul quale si pone la massima attenzione e, sulle etichette, sono indicati con la sigla NPK. I fertilizzanti npk sono dei concimi ternari, ovvero composti da tre elementi. La sigla con il quale vengono indicati rappresentano il simbolo chimico dei tre elementi: N sta per Azoto, P per Fosforo e K per Potassio. I macro elementi sono delle sostanze indispensabili per la nutrizione e lo sviluppo delle piante. L’Azoto provvede per la colorazione del fogliame e favorisce lo sviluppo vegetativo iniziale della pianta; il Fosforo garantisce forza all’apparato radicale e migliora le fioriture; il Potassio è responsabile del sapore dei frutti e rende la pianta più resistente contro le avversità esterne. Il Potassio, solitamente, è un elemento già presente nel terreno e quindi non va somministrato in maniera eccessiva.

Consistenza ed usi

I concimi npk vanno somministrati seguendo delle percentuali chiamati “titoli” e, le percentuali, sono riportate dietro la confezione del prodotto. La percentuale delle varie sostanze nutritive non è l’unica cosa da valutare, bisogna prendere in considerazione anche la consistenza. I fertilizzanti npk, solitamente, sono di origine chimica o minerale, ovvero sono ottenuti tramite processi o reazioni chimiche e lavorazioni industriali. Si presentano sotto forma liquida, polvere o granulare. I fertilizzanti in forma liquida sono quelli che vengono assorbiti immediatamente dalle piante, mentre, quelli in forma granulare, sono dei concimi a lenta cessione. I concimi in polvere sono quelli che, generalmente, vengono diluiti nell’acqua utilizzata per le annaffiature e quindi vengono somministrati attraverso le irrigazioni.

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Domande frequenti

  • Cosa significano le lettere N, P e K sulla confezione di un fertilizzante?
    La sigla NPK indica i tre macronutrienti principali contenuti nel concime: N sta per Azoto, P per Fosforo e K per Potassio. Questi elementi sono fondamentali per la nutrizione delle piante. L'Azoto favorisce lo sviluppo vegetativo e la colorazione del fogliame; il Fosforo rafforza l'apparato radicale e migliora le fioriture; il Potassio aumenta la resistenza della pianta alle avversità esterne e influisce sulla qualità dei frutti. La presenza di questi tre elementi rende il fertilizzante 'ternario', coprendo le esigenze base di crescita.
  • Qual è la differenza tra fertilizzanti NPK liquidi, granulari e in polvere?
    La consistenza del concime determina la velocità di assorbimento da parte della pianta. Quelli liquidi garantiscono un assorbimento immediato, ideali per interventi rapidi. I fertilizzanti granulari sono generalmente a lenta cessione, rilasciando nutrienti gradualmente nel tempo. La forma in polvere viene solitamente diluita nell'acqua per l'irrigazione, permettendo una distribuzione uniforme attraverso le radici durante le annaffiature. Scegliere la forma giusta dipende dalle tempistiche desiderate e dal metodo di applicazione preferito.
  • È necessario aggiungere sempre il Potassio ai concimi NPK?
    Non sempre. Il Potassio (K) è spesso già presente naturalmente nel terreno in quantità sufficienti. Pertanto, somministrarlo in modo eccessivo può essere inutile o dannoso. È fondamentale analizzare le caratteristiche del proprio suolo prima di scegliere il titolo NPK. Spesso, un concime bilanciato o leggermente ricco di Azoto e Fosforo è sufficiente, evitando sovradosaggi di Potassio che potrebbero creare squilibri nutrizionali o inquinamento ambientale.
  • Come si interpretano le percentuali (titoli) riportate sulla confezione del fertilizzante?
    Sulla confezione sono indicate le percentuali in peso dei tre macronutrienti principali (N-P-K). Ad esempio, un titolo 10-10-10 significa che ogni 100 grammi di prodotto contengono 10 grammi di Azoto, 10 di Fosforo e 10 di Potassio. Queste percentuali guidano la scelta in base alle specifiche esigenze della pianta e alla fase di sviluppo. Non considerare solo il titolo totale, ma anche la consistenza (liquido/granulare) per una corretta gestione della concimazione.