Pollina

Concime

Pollina concime

Il concime pollina è un ottimo prodotto per riuscire a fornire le sostanze nutritive alle coltivazioni, ma essendo caustico, necessita di una approfondita conoscenza, in modo da garantire un corretto apporto di minerali, senza produrre danneggiamenti alle piante.

di Redazione

16 febbraio 2015

Concime pollina

La pollina è un concime organico che viene ottenuto tramite un trattamento industriale delle deiezioni riciclate dagli allevamenti di animali avicoli. Ha caratteristiche molto particolari, data la sua origine, per cui è un fertilizzante intermedio tra quelli organici e quelli chimici. La pollina fresca possiede una quantità di umidità inferiore a quella che fornisce lo stallatico. La composizione in elementi nutritivi del prodotto secco è di buon livello, anche se inferiore al liquame bovino, ma superiore a quello suino. La percentuale di presenza di azoto, di fosforo e di potassio sono variabili e cambiano a seconda delle tipologie di animale allevate, dalla loro alimentazione. Il trattamento industriale del fertilizzante serve per riuscire ad abbattere la percentuale di umidità e riuscire a modificare il prodotto in modo che sia facilmente utilizzabile.

Pollina concime organico

La pollina dovrebbe subire un processo di essiccamento per riuscire a portare il livello di umidità a circa il 10%. il procedimento avviene mediante riscaldamento rapido con temperature elevate oppure con temperature basse in un processo molto più lento. Il compostaggio della pollina dovrebbe avvenire in impianti che ne evitino l'emissione di odori sgradevoli, quindi con adeguate protezioni stagne verso l'esterno. Solitamente servono fino ad 8 mesi per riuscire a far maturare correttamente il prodotto. Per una maneggevolezza maggiore la pollina viene prodotta in pellet, consentendo in questo modo una distribuzione agevolata sui terreni di coltivazione. L'azoto contenuto nella concime organico pollina è composto per il 50% da sali dell'acido urico e per il 10% sotto forma di sali di ammoniaca.

Utilizzi della pollina

La pollina è un fertilizzante che potrebbe, se usato in maniera non ottimale, produrre effetti molto dannosi alle piante. Infatti si potrebbero riscontrare effetti fitotossici se il prodotto venisse impiegato direttamente e massicciamente nei terreni di coltivazione. Un ulteriore problema che si potrebbe riscontrare utilizzando la pollina come concime organico, sarebbe il conseguente aumento di salinità nel terreno immediatamente dopo la somministrazione. Questa, per molte tipologie di piante, è un condizione che potrebbe portare a danni ingenti alle coltivazioni, rovinando interi raccolti. Le caratteristiche proprie della pollina la rendono un buon prodotto fertilizzante, ma con cattive caratteristiche ammendanti, quindi non sarebbe in grado di migliorare le caratteristiche di un terreno non ideale alla coltura.

Fertilizzazione tramite pollina

La pollina è un prodotto che dovrebbe essere somministrato seguendo delle particolari linee guida diverse da altri concimi organici. Infatti andrebbe utilizzata in basse dosi che differiscano di poco da quelle che solitamente si utilizzano come fertilizzazione di fondo per la preparazione dei terreni. Fornendo poca pollina ad un terreno si evita anche che l'acido urico bruci le radici. La pollina dovrebbe essere somministrata a brevissima distanza dalla semina per fornire l'apporto nutritivo nel momento più opportuno. La pollina si mineralizza molto rapidamente, quindi se venisse cosparsa nel terreno prima della semina, i livelli di azoto diminuirebbero, facendo in questo modo perdere di efficacia al concime. La pollina è un fertilizzante non idoneo per terreni argillosi, in quanto il tenore di azoto verrebbe totalmente dilavato.

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Domande frequenti

  • Cos'è la pollina e quali nutrienti contiene?
    La pollina è un concime organico derivato dalle deiezioni degli animali avicoli, trattato industrialmente per ridurre l'umidità e gli odori. È un fertilizzante intermedio tra organico e chimico, ricco di azoto, fosforo e potassio. L'azoto presente è composto per il 50% da sali dell'acido urico e per il 10% da sali di ammoniaca. La sua concentrazione nutrizionale varia in base alla specie animale e alla loro dieta, risultando generalmente superiore al letame suino ma inferiore al liquame bovino.
  • Perché la pollina può essere pericolosa per le piante?
    La pollina fresca è caustica e può causare gravi fitotossicità e danni radicali se applicata direttamente e in grandi quantità. Inoltre, aumenta rapidamente la salinità del suolo, condizione che molte piante non tollerano, portando potenzialmente alla rovina dell'intero raccolto. Non ha buone proprietà ammendanti, quindi non migliora la struttura del terreno povero, agendo solo come fonte di nutrienti concentrati.
  • Come e quando va somministrata la pollina?
    Va usata in basse dosi, simili a quelle di una fertilizzazione di fondo leggera, per evitare che l'acido urico bruci le radici. La somministrazione deve avvenire a brevissima distanza dalla semina o dal trapianto. Poiché la pollina si mineralizza molto rapidamente, se sparsa troppo presto l'azoto si disperderebbe perdendo efficacia nel momento critico per la pianta.
  • Su quale tipo di terreno è sconsigliato usare la pollina?
    La pollina non è adatta per terreni argillosi. In questi suoli, il forte tenore di azoto presente nel concime tende a essere completamente dilavato, rendendo inutile l'intervento e sprechendo risorse. È preferibile utilizzare questo fertilizzante su terreni ben drenati dove i nutrienti possano essere assimilati efficacemente dalle radici senza rischi di accumulo tossico o perdita immediata.