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Gli adulti della Ifantria si presentano sotto forma di farfalla con una colorazione delle ali variabile tra il bianco e il bianco punteggiato di nero (solitamente i maschi). Tali farfalle hanno un'apertura alare compresa tra i 2,5 e i 4 cm. La Ifantria depone delle uova con una colorazione verde chiaro sulla pagina inferiore delle foglie. Le larve giovani hanno una colorazione giallastra con una doppia fila di puntini nerastri lungo il corpo, mentre le larve mature sono pelose, con una colorazione brunastra, con la presenza di tubercoli nerastri lungo il corpo e una lunghezza che potrebbe arrivare a 3,5 cm. Dai tubercoli spuntano, solitamente, dei ciuffetti di peli chiari sui fianchi e scuri sul dorso, mentre ai lati del corpo appaiono due fasce longitudinali con una colorazione giallastra.
La cavolaia è un insetto che appartiene all'ordine dei lepidotteri e alla famiglia delle pieridi. Principalmente diffusa in Europa, Africa e Giappone, questa farfalla diurna è tra le più grandi e note...
I lepidotteri sono un ordine di insetti molto numeroso, che raggiunge quasi le 160.000 specie: è secondo solo ai coleotteri. Il nome "lepidottero" deriva dall'unione di due parole greche, "lepis" (squ...
Questo parassita di origine nord-americana, è stato introdotto in Europa nel 1940 e si è diffuso rapidamente in Italia tra il 1975 e il 1977 attraverso i mezzi di trasporto, causando gravi danni alle ...
Il noce fa parte della famiglia delle Juglandacee ed al genere Juglans, comprendente numerose specie tra cui le più importanti sono il noce comune o europeo (Juglans regia) e quello americano (Juglans...
Tale insetto è in grado di infestare differenti piante sia coltivate sia ornamentali e in base allo stadio larvale viene determinato il danno che potrebbe essere provocato, soprattutto in fase di alimentazione delle larve, dal momento che vengono provocate intense defogliazioni. Le larve giovani sono in grado di provocare un danno minore lasciando inalterate le nervature delle foglie, mentre le larve mature hanno la capacità di mangiarla interamente. A causa dell'attacco del bruco americano si potrebbero riscontrare anche danni che vanno a colpire i frutti. Siccome il danno sarebbe provocato generalmente in estate potrebbe essere devastante per la pianta che in questo caso subirebbe un forte stress in un periodo in cui è possibile che si verifichino caldo eccessivo e una carenza di irrigazione.
Per combattere il bruco americano è possibile seguire differenti strade, il primo metodo consiste in una lotta meccanica, con la distruzione dei nidi al fine di abbassare il potenziale infestante. Solitamente viene utilizzato questo metodo dove per motivi tecnici o sanitari sarebbe impossibile agire in altro modo. La lotta chimica, utilizzando dei larvicidi, dovrebbe avvenire tenendo in considerazione soprattutto il contesto in cui si trova la pianta e dovrebbe colpire le larve soprattutto nella fase iniziale quando sono più sensibili. La lotta biotecnologica invece consiste nell'utilizzo di bacilli che sono in grado di attaccare le larve del bruco americano. Mentre è possibile utilizzare anche insetti o uccelli come la tortora, il cuculo o l'upupa, in grado di predare le larve di Ifantria.
Questo lepidottero (fam. Arctiidae) è una specie di origine nord-americana (Stati Uniti, Canada), è stata introdotta in
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