melo ben potato

Potatura

Potare il melo

Il melo è una pianta da frutto che va potata con attenzione in due fasi, uno per strutturarlo e l'altra per mantenerlo in produzione, così si avranno ottimi risultati.

di Redazione

30 dicembre 2014

Alberi da frutto

Noi Italiani abbiamo una straordinaria fortuna a cui siamo così tanto abituati che troppo spesso non la consideriamo nemmeno: il clima. Il clima della nostra Penisola infatti è uno dei migliori che si può trovare al mondo, infatti è il giusto equilibrio tra il clima forse troppo cupo, freddo e piovo dell’interno del continente europeo e quello troppo torrido ed arido del Nord Africa. Come noi ci sono solo pochissime altre zone al mondo, che spesso per via della morfologia del territorio circostante sono costrette a sopportare un buon clima ma con tifoni o altri eventi metereologici particolari. Tra i tantissimi benefici di un clima del genere, c’è la proliferazione degli alberi da frutto: vero vanto dell’Italia agricola e di tutto il resto della popolazione razionale, gli alberi da frutto nostrani producono frutta succulenta, colorata e profumata come poche altre al mondo, e non a caso in tutto il mondo proprio sono conosciute le arance siciliane o i limoni sorrentini, il cui prezzo in alcuni mercati elitari del Nord America e dell’Estremo Oriente è a livelli stellari davvero, ma è il prezzo da pagare per la qualità e per la distanza superata in brevissimo tempo per farli esser comunque freschi.

Il melo

Il melo è un conosciutissimo e diffusissimo albero da frutto, che però non gode della stessa fame di cui godono per esempio i suoi colleghi aranci o limoni; ed è un vero peccato, in quanto un melo di qualità può portare davvero un’incredibile abbondanza di succulente mele, amate da tutti e soprattutto sane e nutrienti, tant’è che c’è il famoso detto “una mela al giorno toglie il medico di torno”. Il motivo sarà che il melo è forse l’albero da frutta che meglio resiste a gelate ed a temperature basse, anche perché ha un periodo vegetativo che spesso capita in inverno e quindi è chiaro che l’evoluzione l’ha portato ad essere forte proprio allora. Infatti le coltivazioni di maggiore qualità di quest’albero si trovano nelle valli alpine, dove l’aria pulita e sana di montagna, i pascoli frequentati da mucche e capre con i loro fertilizzanti naturali e la cura delle appassionate persone del luogo, permettono di ottenere frutti che fanno il giro del mondo per perfezione estetica ed anche per lo straordinario sapore. Almeno quindi dal punto di vista climatico il melo è un albero più tollerante rispetto ai suoi simili, perché qualche gelata non lo spaventa.

Potare il melo

Nonostante la forza e resistenza che il melo possiede, non sono assolutamente da escludere quelle operazioni di cura e manutenzione che si fanno con tutto il resto degli alberi da frutto; è vero che forse saranno da effettuare in periodi diversi dal solito, ma anche il melo ne ha bisogno, e sono importanti per garantire soprattutto un’abbondante produzione. Il melo va potato utilizzando sempre la tecnica composta: potatura di allevamento (o formazione) nei primi tre o quattro anni di vita, e poi potatura di mantenimento (o produzione) per il resto della vita. La potatura per formazione è quella che ha come obiettivo quello di formare la struttura base della pianta, ovvero di selezione dei rami migliori per essere quelli da frutto o di stabilire la forma desiderata della pianta. Infatti, per quanto riguarda il melo, la forma che si vuole far assumere è abbastanza variabile a seconda dei nostri gusti ma soprattutto delle esigenze di spazio e di raccolta: il melo ha la sua forma classica in quella da albero standard, ma si adatta benissimo anche per esempio nella forma a spalliera, cioè facendolo appoggiare ad un muro, ad una forte rete o ad una roccia su cui può crescere.

Potatura di mantenimento

La seconda fase della potatura del melo, quella da effettuare dopo il terzo o quarto anno di vita della pianta, è quella che serve per “mantenere” appunto la forma voluta e le prestazioni della pianta; essa è chiaramente la più difficile, anche perché gli interventi con questa filosofia devono essere mirati e precisi. Essa si può svolgere sia alla fine del periodo di freddo (ovvero a cominciare da marzo) e sia in piena estate (luglio, agosto), e consiste fondamentalmente nell’eliminazione di quei rametti piccoli su cui le mele non cresceranno, perché il melo è una pianta da frutto che fruttifica sui rami grossi e più forti, su quelli là cioè che si devono “coltivare” con la potatura di allevamento o formazione. Su questi si devono poi eliminare i rametti che vi crescono, per dare la massima forza al ramo stesso per crescere. Proprio questa potatura di allevamento va invece fatta, quando l’albero è piccolo, tra settembre ed ottobre, cioè appena prima del periodo di piena vegetazione della pianta, in modo che avrà la massima forza per sviluppare la struttura portante. Comunque il melo è un albero che può dare enormi soddisfazioni, soprattutto perché se ben trattato garantisce enormi raccolti di qualità e grande estetica, che per chi lo ha in giardino è importante. Se vogliamo fare una piccola escursione nell’ambito della cultura del melo, si deve riconoscere e mantenere la gemma da frutto (più tozza e soffice) e riconoscere ed eliminare la gemma da legno (dura e appuntita).

Quali attrezzi usare

Per effettuare una potatura a regola d’arte è bene conoscere alcune regole base. Prima di realizzare la potatura del vostro melo è bene disporre degli strumenti più adatti. Gli attrezzi più indicati per questa operazione sono guanti, forbici specifiche da potatura, il troncarami, il seghetto e le cesoie. Importante è utilizzare strumenti puliti con lame affilate e taglienti in grado di recidere i rami in maniera netta e precisa. Spesso si acquistano attrezzi di bassa qualità a causa del prezzo vantaggioso ma è bene valutare la qualità degli attrezzi in maniera più approfondita perché se il ramo tagliato presenta monconi o zone appuntite la pianta verrà attaccata con maggiore facilità da parassiti in grado di insediarsi in queste particolari zone recise della pianta e provocare l’avvizzimento della stessa.

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Domande frequenti

  • Quando si effettua la potatura di allevamento del melo?
    La potatura di allevamento o formazione si esegue durante i primi tre-quattro anni di vita della pianta. L'intervento principale va effettuato tra settembre e ottobre, immediatamente prima del periodo di piena vegetazione. Questo timing permette all'albero di avere la massima energia vitale per sviluppare correttamente la struttura portante e selezionare i rami principali che definiranno la forma desiderata, sia essa ad albero standard o a spalliera.
  • Quali attrezzi sono necessari per potare il melo in modo corretto?
    Per una potatura efficace servono guanti protettivi, forbici da potatura, troncarami, seghetto e cesoie. È fondamentale che tutti gli strumenti siano puliti e abbiano le lame perfettamente affilate. Lame taglienti garantiscono una recisione netta dei rami, evitando di lasciare monconi o zone schiacciate. Tagli precisi riducono drasticamente il rischio che la pianta venga attaccata da parassiti o patogeni che penetrano facilmente dalle ferite irregolari, prevenendo avvizzimenti e malattie.
  • Come si riconosce e si gestisce la differenza tra gemme da frutto e da legno?
    Durante la potatura di mantenimento è cruciale distinguere le gemme. La gemma da frutto appare più tozza e soffice, mentre quella da legno è dura e appuntita. Bisogna preservare le gemme da frutto per garantire la produzione, eliminando invece i rametti piccoli che non porteranno frutti. Si devono inoltre rimuovere i rametti laterali che crescono sui rami principali grossi e forti, per concentrare la linfa e la forza della pianta sulla crescita dei rami produttivi.
  • Quando si esegue la potatura di mantenimento del melo?
    La potatura di mantenimento si applica dopo il quarto anno di vita della pianta e serve a conservarne la forma e la produttività. Può essere effettuata in due momenti distinti: a partire da marzo, alla fine del periodo freddo, oppure in piena estate (luglio-agosto). L'obiettivo è eliminare i rametti sterili e diradare la vegetazione sui rami grossi, assicurando che la pianta indirizzi tutte le energie verso la maturazione dei frutti sui rami strutturali.

Scheda Tecnica

FamigliaRosacee
Tipo di piantaAlbero da frutto deciduo
OrigineAsia centrale (diffuso in Europa)
EsposizionePieno sole
TerrenoFresco, drenante, profondo
IrrigazioneRegolare, evitare ristagni
FiorituraPrimavera (aprile-maggio)
AltezzaVariabile (da 2m a oltre 8m)
ConcimazioneOrganica in autunno/inverno
PotaturaDi formazione (anni 1-4) e di mantenimento (autunnale/estiva)
MoltiplicazioneInnesto
Malattie e parassitiAfidi, ticchiolatura, batteriosi
Difficoltà di coltivazioneMedia