Potatura acero

Potatura

Potatura acero

L'acero è una pianta estremamente affascinante e facile da coltivare in giardino, che però necessita di potature regolari per tenere sotto controllo il suo sviluppo

di Redazione

05 giugno 2013

Scopo della potatura

Alto e maestoso, oppure piccolo e dall'intensa colorazione rossa, l'acero è di grande fascino in ogni sua declinazione. Non stupisce quindi che la sua diffusione sia tanto vasta in tutto il mondo: le piante di grandi dimensioni trovano spazio, in Italia, nei più ampi giardini, mentre chi ha a disposizione piccole porzioni verdi spesso sceglie di non farsi mancare un acero giapponese che conferisca un tocco di colore. Nonostante l'acero sia in grado di adattarsi al clima europeo e possa essere coltivato anche direttamente nel terreno, senza troppo timore per le esposizioni ai rigidi inverni, si tratta di una pianta che necessita di attenzioni e cure, in particolare per quanto riguarda la potatura. Per gli aceri di grandi dimensioni la potatura ha una funzione prevalentemente contenitiva ed è importante per conferire una forma alla folta chioma; allo stesso modo anche gli aceri di piccole dimensioni necessitano di interventi regolari per essere mantenuti in ordine. La potatura è importante non solo per ragioni estetiche, ma anche per garantire il migliore stato di salute possibile alla pianta: potare l'acero permette di selezionare ed eliminare i rami non più produttivi, che impoveriscono e sottraggono nutrimento all'intera pianta, rendendola più debole contro gli attacchi dei parassiti e degli organismi infestanti. In più, sfoltire la chioma permetterà il giusto filtraggio dei raggi del sole e il passaggio dell'aria, creando un microambiente salubre e poco favorevole ai parassiti.

Tecniche di potatura

Potare un acero non significa semplicemente accorciare ed eliminare i rami meno produttivi e più vecchi per fare spazio ai nuovi, ma significa anche selezionare i rami migliori per creare una chioma che sia in grado di consentire il corretto filtraggio di acqua e luce, per non pregiudicare la salute di nessuno dei rami presenti. L'acero può avere la tendenza a sviluppare una doppia cima: in questo caso si può optare per la cimazione di una delle due parti, intervenendo su una porzione di ramo molto vicino al tronco, per ripristinare uno sviluppo più contenuto. Lo sfoltimento della chioma, invece, è un'operazione da compiere in modo regolare per non pregiudicare la salute delle piante. Si tratta di intervenire principalmente sui rami più vecchi, eliminando quelli che impediscono la crescita di quelli più giovani e interni alla chioma, per lasciar loro adeguato spazio e adeguate risorse dal punto di vista dell'aria e della luce. Meglio eliminare anche i rami che si sviluppano direttamente dalla corona dell'acero, per prevenire attacchi fungini e malattie nella pianta. Tutte le operazioni devono essere effettuate avendo cura di non danneggiare il colletto dei rami e compiendo tagli decisi con strumenti sterili: in questo modo le ferite potranno rimarginarsi più semplicemente, senza comportare infezioni.

Periodo di potatura

La potatura va effettuata in diversi periodi dell'anno a seconda del tipo di intervento che si desidera effettuare e dello scopo della potatura stessa. E' importante rispettare questi momenti perchè la pianta deve poter essere nelle condizioni ottimali per poter sopportare l'intervento, che è comunque invasivo e fonte di stress. Gli interventi più decisi sono quelli legati alla definizione della forma dell'acero, che elimineranno anche i rami ormai improduttivi. Si tratta anche degli interventi più invasivi, in quanto in grado di danneggiare la pianta provocandone delle ferite: in questi casi è importante provvedere al taglio nel periodo compreso tra ottobre e dicembre, quando la pianta si trova nel periodo di riposo vegetativo e non sta ancora germogliando. In alternativa, la potatura può essere effettuata in giugno, quando la pianta è ormai abbastanza resistente e ha già compiuto parte del suo sviluppo annuale: in questo modo non verrà pregiudicata la salute dell'acero nei mesi seguenti. In questo periodo la potatura sarà di mantenimento, e dunque più contenuta, mentre nel periodo invernale si potrà provvedere con gli interventi più decisi.

Potatura dell'acero giapponese

L'acero giapponese è forse più diffuso del suo “cugino” di maggiori dimensioni: l'intensa colorazione e le piccole dimensioni lo rendono perfetto per i giardini di piccole dimensioni, nei quali l'acero è di grande impatto visivo. Tuttavia, questa pianta, proprio per via delle piccole dimensioni e dello spazio ridotto nel quale solitamente viene coltivata, necessita di potature che ne tengano sotto controllo lo sviluppo e diano forma alla chioma in modo ordinato. Anche in questo caso, la potatura più decisa va effettuata nel periodo di riposo vegetativo della pianta, dunque in inverno, mentre a giugno si potrà provvedere ad un ulteriore intervento per contenere lo sviluppo e definire la forma più nel dettaglio. A questi due appuntamenti praticamente fissi con l'acero rosso, si può aggiungere un intervento in marzo: talvolta, con la ripresa del ciclo vegetativo, si troveranno dei rami morti anche se la pianta gode di ottima salute: è il caso di intervenire, eliminandoli per evitare che continuino a sottrarre energia alla pianta e per non creare eccessivi inestetismi. In generale, l'acero rosso tende comunque a crescere in modo abbastanza regolare e gli interventi saranno principalmente volti a compattarne la chioma.

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Domande frequenti

  • Quando potare l'acero per evitare stress alla pianta?
    La potatura dell'acero richiede tempistiche precise per non stressare la pianta. Gli interventi più decisi, finalizzati alla definizione della forma e all'eliminazione di rami improduttivi, vanno eseguiti durante il riposo vegetativo, tra ottobre e dicembre, prima della germogliazione. Un secondo momento ideale è giugno, utile per una potatura di mantenimento più leggera, quando la pianta ha già completato parte dello sviluppo annuale ed è sufficientemente robusta. Questa strategia garantisce che le ferite guariscano senza compromettere la salute futura dell'albero.
  • Come si gestisce la doppia cima dell'acero?
    L'acero tende naturalmente a sviluppare una doppia cima, fenomeno che va gestito attentamente. Per ripristinare uno sviluppo unico e ordinato, è necessario scegliere il ramo principale più vigoroso e cimare l'altro. L'intervento deve avvenire su una porzione di ramo molto vicina al tronco, effettuando un taglio netto e preciso. È fondamentale non danneggiare il colletto del ramo residuo per permettere una corretta cicatrizzazione e prevenire l'ingresso di funghi o patogeni che potrebbero indebolire la struttura portante della pianta.
  • Quali rami bisogna eliminare per la salute dell'acero?
    Per mantenere l'acero sano, è cruciale eliminare i rami secchi, malati o quelli che crescono direttamente dalla corona, poiché questi ultimi favoriscono attacchi fungini. Inoltre, bisogna sfoltire la chioma rimuovendo i rami più vecchi che ostacolano la crescita di quelli interni e giovani. Questo passaggio assicura un corretto filtraggio della luce solare e un buon ricambio d'aria, creando un microambiente sfavorevole ai parassiti e riducendo il rischio di infezioni, migliorando così la resistenza complessiva della pianta.
  • Come potare l'acero giapponese in vaso o piccolo giardino?
    L'acero giapponese, spesso coltivato in spazi ridotti, richiede potature regolari per contenere lo sviluppo e dare forma. La potatura principale si effettua in inverno, durante il riposo vegetativo, per definire la struttura. A giugno si procede con un intervento di mantenimento per compattare la chioma. In marzo, è consigliabile controllare la presenza di rami morti sopravvissuti all'inverno e eliminarli tempestivamente: questo evita che sottraggano energie alla pianta e mantiene l'estetica ordinata tipica di questa varietà ornamentale.
  • Quanto è invasiva la potatura sull'acero e come curare le ferite?
    La potatura è un'operazione invasiva che causa stress alla pianta, specialmente se comporta tagli grossi. Per minimizzare i danni, usa sempre strumenti sterili e affilati per eseguire tagli netti e decisi, evitando sfilacciamenti della corteccia. Non lasciare monconi: taglia vicino al punto di origine del ramo senza ledere il colletto. Una corretta tecnica di taglio favorisce una rapida e semplice rimarginazione delle ferite, prevenendo infezioni batteriche o fungine che potrebbero penetrare attraverso le piaghe aperte e compromettere la vitalità dell'acero.

Scheda Tecnica

FamigliaSapindaceae
Tipo di piantaAlbero o arbusto ornamentale
OrigineAsia, Europa, Nord America
EsposizionePieno sole o mezz'ombra
TerrenoFresco, drenante, leggermente acido
IrrigazioneRegolare, evitando ristagni idrici
FiorituraPrimavera (spesso poco appariscente)
AltezzaDa pochi metri a oltre 10 metri
ConcimazioneConcimazione organica primaverile moderata
PotaturaInvernale (forma) e estiva (mantenimento); eliminare rami secchi/morti
MoltiplicazioneSeme, talea o innesto
Malattie e parassitiAfidi, cocciniglie, oidio, marciumi radicali da ristagno
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede attenzione a irrigazione e potatura)