Piante di cime di rapa

Ortaggi

Cime di rapa

La coltivazione delle cime di rapa richiede poche cure ed è di semplice realizzazione. Produce un prodotto gustoso adatto ad ogni palato.

di Redazione

07 dicembre 2016

Quanto irrigare le cime di rapa

Le cime di rapa sono un ortaggio semplice e gustoso, presente in tantissime varietà. Pur essendo una coltura invernale, predilige il clima mediterraneo del centro Italia e del meridione (la temperatura ideale nelle prime fasi della crescita si aggira intono ai 20 °C). Nelle regioni settentrionali possono essere coltivate le varietà più precoci che forniscono un raccolto prima dell’inverno. Fino al momento dell’attecchimento le irrigazioni devono essere ripetute e regolari, per poi diradarsi con la crescita della pianta. In generale gli interventi di annaffiatura devono essere programmati in relazione alle piogge e ai periodi di siccità, divenendo più abbondanti nell’ultimo caso. Bisogna fare attenzione che non si creino ristagni idrici i quali causano marciume e ingiallimento delle foglie.

Come coltivare le cime di rapa

La coltivazione delle cime di rapa avviene a partire dai semi, che possono essere disposti in semenzaio o messi in dimora nel terreno. Tenendo conto delle piccole dimensioni del seme è difficoltoso inizialmente stabilirne una distribuzione adeguata, quindi alla comparsa dei germogli potrebbe rendersi necessario un diradamento. Nel caso in cui i semi fossero posizionati in semenzaio si può effettuare il trapianto delle piantine dopo 30-40 giorni. Queste, mantenute a distanza fra loro, verranno posizionate in filari paralleli per consentirne una corretta crescita. La semina andrebbe praticata in periodi differenti a seconda della località: nel settentrione solitamente si protrae per tutta l'estate, mentre al Centro e al Sud si può proseguire fino a Novembre in relazione alle condizioni climatiche.

Il terreno ideale per le cime di rapa

Il terreno ideale per le cime di rapa è soffice o a medio impasto e soprattutto adeguatamente drenato per sfavorire la formazione di ristagni idrici. Prima della semina è consigliata una vangatura del terreno, preferibilmente con l’ausilio di una motozappa, al fine di aumentare il naturale drenaggio della terra e scongiurare il pericolo che le piogge stagionali possano inficiare lo sviluppo della pianta. La concimazione organica con compost a base di azoto richiede molta cautela poiché la pianta potrebbe accumulare nelle sue foglie nitrati potenzialmente dannosi per la salute umana. Idealmente si potrebbe eseguire la semina della cima di rapa dopo una coltivazione letamata, come ad esempio la zucchina, in modo che la nostra coltura possa beneficiare dell’arricchimento nutritivo apportato al terreno dall’ortaggio precedente.

Esposizione, malattie e possibili rimedi

Preferendo un clima mite, la posizione migliore per la coltura delle cime di rapa è ampiamente esposta al calore e alla luce del sole. Questo soprattutto nei primi periodi di sviluppo della pianta, per fare in modo che la vegetazione sia rigogliosa e gustosa. Quest’ortaggio risulta particolarmente resistente alle avversità e ai parassiti animali e vegetali, pertanto l'impiego di antiparassitari spesso non è necessario. Alcune annate possono però essere caratterizzate dalla presenza di rapaiola, un lepidottero pericoloso soprattutto nelle fasi precoci di crescita della pianta. Le sue larve sono di discrete dimensioni, facilmente individuabili tra le foglie e, se scarsamente presenti, possono essere rimosse manualmente. L’uso di fitoterapici è sempre sconsigliato, soprattutto se si tratta di orti familiari.

Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per seminare le cime di rapa?
    La semina varia in base alla zona geografica. Al Nord Italia, si consiglia di procedere durante l'estate per raccogliere prima dell'inverno rigoroso. Al Centro e al Sud, invece, la finestra temporale si estende fino a novembre, sfruttando il clima mite mediterraneo. È fondamentale scegliere varietà precoci nelle regioni settentrionali per garantire che la raccolta avvenga prima delle gelate intense, assicurando così uno sviluppo ottimale della pianta.
  • Come bisogna gestire l'irrigazione per evitare problemi?
    L'irrigazione deve essere regolare e frequente solo fino a quando le piante non attecchiscono bene nel suolo. Successivamente, le annaffiature possono essere diradate, adattandosi comunque alle precipitazioni naturali e ai periodi di siccità. Attenzione fondamentale: non creare mai ristagni idrici, poiché favoriscono marciumi e ingiallimento fogliare. Nei periodi secchi, aumenta l'abbondanza dell'acqua, ma assicurandoti sempre che il terreno sia ben drenato per prevenire danni radicali.
  • Che tipo di terreno è ideale per questa coltivazione?
    Le cime di rapa prosperano in terreni soffici o a medio impasto, caratterizzati da un drenaggio eccellente. Prima della semina, è altamente raccomandata una vangatura profonda, possibilmente con motozappa, per migliorare la struttura del suolo e prevenire il compattamento. Inoltre, questa coltura beneficia molto di terreni arricchiti organicamente, ideali quelli dove precedentemente sono state coltivate piante letamate come le zucchine, che lasciano residui nutrizioni favorevoli.
  • È necessaria la concimazione chimica o organica?
    La concimazione richiede grande cautela. Sebbene il compost ricco di azoto possa favorire la crescita, le cime di rapa tendono ad accumulare nitrati nelle foglie, che possono risultare dannosi per la salute umana se assunti in eccesso. Si sconsiglia l'uso massiccio di fertilizzanti azotati diretti. Meglio affidarsi alla rotazione con colture precedenti che hanno già arricchito il suolo, minimizzando così l'apporto esterno di sostanze chimiche.
  • Quali parassiti possono attaccare le cime di rapa?
    Generalmente, questa pianta è molto resistente a malattie e parassiti, rendendo spesso superfluo l'uso di antiparassitari. L'avversità principale è la rapaiola, un lepidottero le cui larve possono danneggiare le giovani piante. Poiché le larve sono visibili e di discreta dimensione, il metodo consigliato è la rimozione manuale diretta dalle foglie. L'uso di fitoterapici o prodotti chimici è sconsigliato, specialmente negli orti domestici, privilegiando il controllo meccanico.

Scheda Tecnica

FamigliaBrassicacee
Tipo di piantaOrtaggio a ciclo breve
OrigineMediterranea
EsposizionePieno sole
TerrenoSoffice, medio impasto, ben drenato
IrrigazioneRegolare all'inizio, diradata dopo l'attecchimento, evitare ristagni
ConcimazioneOrganica con cautela (rischio nitrati); beneficia di terreni precedentemente letamati
MoltiplicazioneSemina diretta o in semenzaio (trapianto a 30-40 giorni)
Malattie e parassitiResistente; eventuale rapaiola (rimozione manuale)
Difficoltà di coltivazioneFacile