Pianta di fave

Ortaggi

Coltivazione fave

La coltivazione fave riesce a produrre un ottimo raccolto senza per questo richiedere accorgimenti e cure particolari.

di Redazione

01 dicembre 2016

Coltivazione fave: quando e come

La coltivazione delle fave è molto diffusa nel nostro Paese. Il periodo della semina tiene conto del clima: nelle regioni settentrionali si attende la fine delle gelate (fine inverno-inizio primavera), mentre in quelle meridionali e centrali si può seminare a novembre per ottenere un raccolto in primavera. In alcune zone si preferisce effettuare una semina al termine di luglio per avere un raccolto autunnale, garantendo alla pianta un terreno ottimale in termini di umidità. Il ciclo di produzione è variabile: dai tre mesi per la semina primaverile, ai sei mesi per la semina autunnale. Le piante di fave si seminano solitamente in doppi filari distanti circa 50-80 cm, interrando in ogni buchetta 2 o 3 semi; in questo modo si permette che ciascuna pianta abbia lo spazio per un corretto sviluppo.

Quanto e come irrigare le fave

Subito dopo aver effettuato la semina delle fave, occorre procedere con l’irrigazione prestando attenzione affinché la distribuzione dei semi venga mantenuta. La frequenza delle irrigazioni è strettamente dipendente dalle condizioni climatiche. La pianta di fave può resistere anche a lunghi periodi di siccità, ma per ottenere buoni risultati è bene irrigare frequentemente il terreno, soprattutto se si vive in zone a clima caldo. Il consiglio è quello di innaffiare le fave durante il periodo fresco della giornata, alle prime ore del mattino o in tarda serata, evitando i ristagni d’acqua. Un accorgimento è quello di non effettuare l’annaffiatura dall’alto, quindi di non bagnare le cime della pianta di fave per evitare il gocciolamento dell’acqua nel terreno, ma innaffiare direttamente il suolo.

Il terreno ideale per le fave e la sua concimazione

La coltivazione delle fave non richiede un terreno particolarmente fertile, in quanto è la stessa pianta a contribuire alla sua fertilizzazione per le colture successive. Dunque l’ideale è un terreno parzialmente argilloso, di medio impasto, privo di ristagni e ben drenato che va preparato prima della semina con l’aiuto preferibilmente di un motozappa, poi spianato con un rastrello e privato delle erbe infestanti. La pianta di fave non necessita di concimazioni a base di azoto, in quanto le stesse radici della pianta sono dotate di questo elemento e quindi ne arricchiscono il terreno. È possibile inoltre concimare il terreno utilizzando gli steli della pianta ben tritati e poi interrati. Semmai, se il suolo ne è carente, si possono utilizzare dei prodotti specifici per un apposito arricchimento di sali minerali.

Esposizione, malattie e possibili rimedi

Nonostante sia poco esigente, la pianta di fave è particolarmente intollerante tanto al gelo quanto alla siccità, dunque il clima ideale è quello temperato. Nel periodo più caldo la pianta di fave può essere attaccata dagli afidi, amanti perfetti per questa varietà di legumi, tanto che l’afide nero viene proprio chiamato "afide nero della fava". Questi parassiti si raccolgono nella parte superiore della pianta e per eliminarli il metodo più indicato è quello di togliere manualmente la parte superiore del vegetale (questa pratica è chiamata "cimatura"), intensificando parallelamente anche la fruttificazione. Ricordiamo poi il tronchio, un coleottero che scava i semi contenuti nei baccelli. Tra le malattie quella peggiore è il carbone della fava, una specie funginea che alla lunga può causare la morte delle radici.

Domande frequenti

  • Quando seminare le fave in Italia?
    Il periodo di semina varia in base alla zona geografica. Nelle regioni settentrionali, si consiglia di attendere la fine delle gelate, ovvero tra fine inverno e inizio primavera. Al contrario, nelle aree centrali e meridionali è possibile effettuare la semina già a novembre, ottenendo così il raccolto in primavera. In alcune zone specifiche, è praticabile anche una semina a luglio per raccogliere in autunno, purché il terreno mantenga un'umidità adeguata. Il ciclo produttivo dura circa tre mesi per le semine primaverili e fino a sei mesi per quelle autunnali.
  • Come bisogna annaffiare correttamente le fave?
    Le irrigazioni devono essere frequenti ma mai eccessive, poiché la pianta teme i ristagni idrici. È fondamentale innaffiare direttamente il suolo, evitando assolutamente di bagnare le foglie o le cime della pianta per prevenire problemi fitosanitari dovuti al gocciolamento. L'ideale è intervenire nelle ore più fresche della giornata, cioè al mattino presto o alla sera tardi, specialmente in climi caldi dove la siccità potrebbe compromettere la qualità del raccolto nonostante la relativa resistenza della pianta.
  • È necessario concimare le fave con azoto?
    No, generalmente non serve aggiungere azoto chimico. Le fave appartengono alla famiglia delle Leguminose e possiedono radici in simbiosi con batteri che fissano l'azoto atmosferico, arricchendo naturalmente il terreno. Anzi, le fave sono ottime come coltura miglioratrice per i successivi ortaggi. Se il suolo risulta povero, si può integrare con prodotti specifici ricchi di sali minerali oppure interrandovi steli triturati, ma l'apporto principale di azoto proviene dalla pianta stessa.
  • Quali sono i principali nemici delle fave e come difendersene?
    Il parassita più comune è l'afide nero della fava, che si concentra sulle parti superiori della pianta. La difesa migliore consiste nella cimatura manuale: rimuovendo la parte apicale infestata si eliminano gli afidi e si stimola contemporaneamente la produzione di baccoli. Altro nemico è il tronchio, un coleottero che scava i semi nei baccelli. Tra le malattie fungine, la più grave è il carbone della fava, che può portare alla morte radicale; la prevenzione agronomica è essenziale.

Scheda Tecnica

FamigliaFabacee
Tipo di piantaLegume annuale erbaceo
OrigineMedio Oriente / Nord Africa
EsposizioneSoleggiata, clima temperato; teme gelo e siccità estrema.
TerrenoParzialmente argilloso, medio impasto, ben drenato, privo di ristagni.
IrrigazioneFrequente ma moderata; evitare ristagni. Irrigare mattina sera, a terra.
FiorituraPrimavera (semine autunnali/invernali) o estate inoltrata (semine primaverili).
ConcimazioneNecessita poco azoto (lo fissano le radici); utile humus o residui vegetali.
PotaturaCimatura della parte apicale per favorire fruttificazione ed eliminare afidi.
MoltiplicazioneSemina diretta in terra.
Malattie e parassitiAfide nero della fava, Tronchio (coleottero), Carbone della fava (fungo).
Difficoltà di coltivazioneFacile, pianta poco esigente e autofertilizzante.