Lavanda

vedi anche: Lavanda

Generalità

La lavanda, genere Lavaldula L., appartiene alla famiglia delle Lamiaceae e comprende innumerevoli specie, fra le quali: Lavanda Spica, Lavanda officinalis, Lavandula antineae, Lavandula dentata, Lavandula galgalloensis, Lavandula pinnata, Lavandula canariensis, Lavandula angustifoli, ecc. Fa parte della grande famiglia dei sempreverdi ed è caratterizzata da lunghi arbusti non ramificati alla cui sommità ritroviamo foglie lineari e strette di colore verde-grigio ed i tipici fiori di colore violetto – blu, raggruppati a formare delle spighe. Tutte le sue parti verdi sono ricoperte da una sottile peluria. Origina nei Paesi del Mediterraneo e molte specie crescono spontaneamente nell’Italia Meridionale andando a formare bellissimi cespugli di piccole dimensioni fino a raggiungere un metro di altezza, dal profumo caratteristico lievemente differente a seconda della specie. L’achenio è il frutto della lavanda, è di colore marrone scuro e rotondo, e contiene un solo seme al suo interno. La lavanda si adatta alle temperature calde come a quelle fredde dell’inverno, cresce in terreni asciutti e calcarei. Non hanno particolari esigenze e preferiscono l’esposizione al sole.
campo di lavanda

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Proprietà

fiori di lavandaIl nome “lavanda” con cui oggi la pianta è conosciuta deriva dal verbo latino “lavare” a ricordare che nel Medioevo questa pianta veniva frequentemente usata per detergere il corpo. Ma già nell’antichità le venivano attribuite molte altre proprietà, quali: analgesiche, antisettiche, battericide, vasodilatatorie, antiemetiche, antireumatoidi e sedative. Le proprietà aromatiche sono dovute alle ghiandole, presenti in tutte le parti della pianta (dallo stelo ai fiori, dove sono più concentrate), dalle quali si ricava l’olio essenziale di lavanda. Le specie più utilizzate per la produzione dell’olio essenziale di lavanda sono la Lavandula angustifolia e la Lavandula Stoechas, ma anche tutte le altre presentano in maniera variabile, le ghiandole dalle quali estrarlo. La lavanda è ampiamente utilizzata in aromaterapia come rilassante, antidepressivo e per riequilibrare il sistema nervoso. Ancora, è utilizzata come decongestionante in caso di febbre e raffreddore, per abbassare la pressione sanguigna in caso di ipertensione, nelle cure omeopatiche per curare mal d’orecchio e mal di schiena. Anche nella profumeria e nella cosmetica troviamo la lavanda, ad esempio può essere utilizzata durante lo shampoo, utile per chi ha problemi di capelli grassi. Non può mancare in cucina, sebbene poco utilizzata, viene a volte usata per aromatizzare il vino e l’aceto o i dolci. Infine, poiché i suoi fiori conservano il tipico aroma anche da secchi, li ritroviamo spesso nei sacchetti da mettere negli armadi e nei cassetti, nei deodoranti per l’ambiente o nelle scarpe per contrastare la sudorazione eccesiva ed il cattivo odore.

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Come usare la lavanda

Ci sono svariati modi per beneficiare delle sue innumerevoli proprietà. L’olio essenziale di lavanda se sciolto in acqua calda durante il bagno favorisce il rilassamento corporeo ed il riequilibrio del sistema nervoso agendo da sedativo ed ansiolitico. Particolarmente adatta per curare gli stati ansiosi dei bambini e degli adulti o i disturbi del sonno. Può essere somministrato per via inalatoria oppure in gocce, due volte al giorno. In caso di raffreddore si possono fare inalazioni di infusi di lavanda, utile per decongestionare le mucose, calmare la tosse e migliorare la sintomatologia dovuta a problemi respiratori, come anche il miele aromatizzato alla lavanda che è molto adatto allo stesso scopo. Gli infusi di lavanda possono essere usati anche per risciacquare i capelli dopo lo shampoo, mentre l’olio essenziale è utilizzato per fare massaggi sul cuoio capelluto per facilitare la ricrescita. Gli sciacqui con l’infuso di lavanda sono utili per disinfettare e rinfrescare l’alito e la bocca. Per i pori dilatati della pelle si preparano tonici astringenti contenenti lavanda. Da non dimenticare che la lavanda e i suoi derivati non sono privi di effetti collaterali. Soprattutto nei soggetti allergici può scatenare dermatite allergica in seguito al solo contatto o all’assunzione per bocca o per inalazione. In dosi elevate ha un effetto tossico e può richiedere, nei casi di forte reazione allergica, il ricorso a corticosteroidi.


Lavanda: Consigli pratici

I fiori di lavanda devono essere raccolti in epoche diverse a seconda dell’uso. Deve essere preso l’intero fusto e successivamente messi ad essiccare in gruppi a testa in giù, in luoghi ventilati e lontani dal sole per evitare che si scoloriscano. Una volta seccati si separano le spighe dal resto del fusto e si conservano i fiori in sacchetti di tela. Dai fiori freschi, invece, si estrae l’olio essenziale di lavanda per distillazione. In caso di disturbi del sonno, mettere in una tazza di tè un cucchiaino di fiori di lavanda, lasciare in infusione per cinque minuti e bere prima di andare a letto. Per curare L’herpes labiale applicare direttamente su di esso qualche goccia di olio essenziale di lavanda puro, una volta al giorno per tre o quattro giorni. Bere due volte al giorno, preferibilmente mattina e sera, un bicchiere di acqua con venti gocce di tintura madre di lavanda per eliminare i fastidi provati da una cistite. Preparare un miscuglio di olio di lavanda, olio di mandorle e acqua per intervenire immediatamente in caso di scottature, eccessiva esposizione al sole, ferite, piaghe, punture di insetti.


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