Esemplare selvatico di piantaggine

Fitoterapia

Piantaggine

Avete deciso di rinnovare l'arredamento di casa vostra e allo stesso tempo vorreste piantare una pianta officinale? Allora, nella scelta delle vostre nuove piante, di certo non potrete prescindere dalla piantaggine. In questo articolo imparerete a prendervi cura ed impiegare la vostra nuova pianta!

di Redazione

07 gennaio 2015

Informazioni generali sulla piantaggine

Appartenente alla famiglia delle Plantaginaceae, la piantaggine è una pianta erbacea che cresce spontaneamente in tutto il continente europeo, dove è stata introdotta in tempi antichi dall'Asia e dall'Africa. In Italia è possibile incontrarla e raccoglierla un po' ovunque, dal momento che la sua germinazione è spontanea e tende ad occupare tanto la collina quanto le pendici montane. La piantaggine in commercio è venduta in semi da piantare o da utilizzare per la preparazione di infusi, anche se l'uso principale che se ne fa presuppone che la pianta sia ancora fresca. In erboristeria è possibile acquistarla sotto forma di creme lenitive, estratti, pillole e persino sciroppo, a seconda dello scopo con cui viene assunta. In fine, è possibile anche trovare in vendita le sue foglie utilizzate spesso per preparare delle deliziose insalate, usando la piantaggine al posto del radicchio.

Tecnica colturale e cura della piantaggine

Nonostante la germinazione della piantaggine sia spontanea, è possibile coltivare questa pianta erbacea direttamente in casa, in modo tale da possedere sempre una scorta di questa rinomata pianta officinale, che si offre inoltre come ulteriore elemento ornamentale all'arredamento di casa vostra. La piantaggine è coltivabile con estrema facilità, per la sua estrema resistenza anche ai climi più avversi. Per una crescita adeguata necessita di molta luce, per cui è importante che questa venga esposta direttamente ai raggi solari. La richiesta idrica della piantaggine può essere soddisfatta dalle naturali precipitazioni atmosferiche, qualora venga coltivata all'aperto; in caso contrario, è sufficiente che, tra una irrigazione e la successiva, si abbia cura di far asciugare completamente il terreno, che deve essere molto sabbioso, ma poco argilloso.

Utilizzi ed effetti benefici della piantaggine

Nonostante l'uso di questa pianta a scopo terapeutico sia intrecciato a doppio filo con quello della fitoterapia e nonostante non mostri tossicità per l'uomo (fatta eccezione per assunzioni davvero spropositate), si consiglia comunque di consultare il proprio medico, soprattutto per i soggetti cardiopatici. In ogni caso, un uso più che innocuo della pianta è quello di lenire la sensazione di prurito causata dalla puntura di insetti, semplicemente strofinandone le foglie o applicandone la pomata sulla cute lesa. Nei casi di raffreddamento e di tosse catarrale è consigliato il suo utilizzo sotto forma di sciroppo, in quanto è in grado di fluidificare le secrezione, aiutandone l'espulsione. Per le sue capacità purificatrici, in passato la piantaggine era utilizzata come diuretico e astringente intestinale, oltre che per eliminare foruncoli o imperfezioni della pelle.

Metodi di preparazione dei prodotti a base di piantaggine

L'ideale per curare le condizioni catarrali e di tosse stizzosa è l'infuso preparato immergendo 3 grammi di foglie in 100 grammi di acqua molto calda; successivamente, si fa riposare l'infuso fino al suo stemperamento: a quel punto può essere assunto tranquillamente. Al contrario, il decotto di piantaggine si prepara portando ad ebollizione 5 grammi di foglie in 100 grammi di acqua; il decotto va assunto alla sera, prima di andare a letto, con lo scopo di purificare l'organismo e di stimolare la diuresi. Una utilissima lozione cutanea può essere preparata facendo infondere 50 grammi di foglie in un litro di acqua, in cui andranno imbevute le garze che successivamente saranno applicate sulla pelle. Alle persone anemiche se ne consiglia la sua consumazione insieme ad insalate di vario genere.

Domande frequenti

  • Come si prepara l'infuso di piantaggine per la tosse?
    Per alleviare la tosse stizzosa e le condizioni catarrali, prepara un infuso utilizzando 3 grammi di foglie secche di piantaggine per 100 grammi di acqua molto calda. Immergi le foglie nell'acqua bollente e lascia riposare il composto finché non si è raffreddato sufficientemente da poter essere bevuto. Questo metodo estrae i principi attivi utili a fluidificare le secrezioni bronchiali e favorirne l'espulsione, offrendo un rimedio naturale efficace e semplice da assumere.
  • Qual è il corretto metodo di irrigazione per la piantaggine?
    La piantaggine richiede cure minime ma precise riguardo all'acqua. Se coltivata in vaso o in casa, annaffia regolarmente assicurandoti però che il substrato si asciughi completamente tra un'irrigazione e l'altra. Il terreno ideale deve essere molto sabbioso e povero di argilla per garantire un ottimo drenaggio. Evita i ristagni idrici, poiché la pianta teme l'eccessiva umidità del suolo, preferendo un ambiente secco e ben areato per svilupparsi correttamente.
  • In quali casi si usa il decotto di piantaggine?
    Il decotto di piantaggine si ottiene portando a ebollizione 5 grammi di foglie in 100 grammi di acqua. A differenza dell'infuso, il decotto è particolarmente indicato per essere assunto la sera, prima di coricarsi. I suoi principali scopi sono purificare l'organismo e stimolare la diuresi, sfruttando le proprietà depurative della pianta. È utile per chi cerca un aiuto naturale per favorire l'eliminazione dei liquidi in eccesso e supportare la funzionalità renale durante la notte.
  • Come si utilizza la piantaggine per le punture di insetti?
    Per lenire rapidamente il prurito causato dalle punture di insetti, puoi usare le foglie fresche di piantaggine direttamente sulla cute. Semplicemente strofina la foglia sulla zona colpita oppure applica una pomata a base di estratto di piantaggine. Questa pratica sfrutta le proprietà lenitive e antinfiammatorie naturali della pianta, riducendo l'irritazione locale in modo immediato e senza l'ausilio di farmaci chimici, rendendola un rimedio pratico ed efficace per piccoli disturbi cutanei.
  • È possibile mangiare le foglie di piantaggine crude?
    Sì, le foglie giovani di piantaggine possono essere consumate crude, ad esempio aggiunte alle insalate. Vengono spesso utilizzate come sostituto del radicchio per il loro sapore leggermente amaro e croccante. Inoltre, il consumo di queste foglie è consigliato alle persone anemiche, poiché contribuisce all'integrazione nutrizionale attraverso le insalate miste. Assicurati solo di raccogliere piante provenienti da aree non trattate con pesticidi e lontane da fonti di inquinamento ambientale.

Scheda Tecnica

FamigliaPlantaginaceae
Tipo di piantaErbacea perenne
OrigineAsia e Africa (introdotta in Europa)
EsposizionePieno sole / Luce diretta
TerrenoSabbioso, povero di argilla
IrrigazioneModerata; lasciare asciugare il terreno tra un'annaffiatura e l'altra
MoltiplicazioneSemina spontanea o da seme
Malattie e parassitiResistente, nessuna menzione specifica
Difficoltà di coltivazioneFacile