prugnolo: ramo con bacche

Fitoterapia

Prugnolo

I prodotti della natura, oltre ad essere fonte di cibo, sono molto spesso preziosi alleati nella lotta ad alcuni disturbi, aiutandoci ad armonizzare il nostro organismo. Il prugnolo , ad esempio, è alla base di molti rimedi fitoterapici. Per saperne qualcosa in più leggete questa guida.

di Redazione

05 febbraio 2015

Prugnolo: caratteristiche generali

Il prugnolo è un arbusto che appartiene alla vasta famiglia delle Rosacee. Si tratta di una pianta spinosa a foglia caduca, che cresce spontaneamente ai margini di viali, sentieri e boschi. La sua massima diffusione si attesta in Europa, in Africa del nord e in tutto il continente asiatico. Il prugnolo è davvero una pianta imponente, dal momento che può facilmente raggiungere i quattro metri di altezza. Le foglie presentano una colorazione verde chiaro, sono alterne, seghettate, dalla caratteristica forma a uovo (obovate). La fioritura comincia tra i mesi di Marzo ed Aprile, e dà origine e dei fiorellini singoli, di colore bianco, molto belli a vedersi. I frutti del prugnolo, che sono poi insieme ai fiori sono la parte maggiormente utilizzata in fitoterapia, sono grosse bacche di colore bluastro.

Prugnolo: proprietà

Ma quali sono le proprietà del prugnolo? Quali azioni benefiche svolge per il nostro organismo? I principi attivi contenuti nel prugnolo sono fondamentalmente quelli che si ritrovano in quasi tutte le Rosacee: flavonoidi, tannini, vitamina C, cumarine, glucosidi e acido cianidrico. Grazie a queste importantissime sostanze il prugnolo possiede proprietà diuretiche, lassative purganti, espettoranti, mucolitiche e dermoprotettive. I prodotti a base di questa pianta sono dunque particolarmente indicate per contrastare dermatosi e irritazioni cutanee, infezioni o infiammazioni del cavo oro-faringeo. Il prugno scioglie il catarro e seda la tosse, è particolarmente efficace nel contrastare il raffreddore. Infine grazie alle sue proprietà diuretiche e antistiptiche aiuta ad alleviare gonfiori e a perdere peso.

Prugnolo: utilizzi

Ma in che modo viene impiegato il prugnolo in fitoterapia? In che modo lo si assume e soprattutto qual è la corretta posologia? Le parti della pianta che vengono utilizzate sono principalmente i frutti e i fiori, ma si usano anche le foglie e la corteccia. La pianta può essere impiegata sia per uso esterno attraverso la preparazione di impiastri, sia per uso interno, assumendola sotto forma di tintura o tisana. La tintura madre di prugnolo si prepara utilizzando rami freschi al principio della fioritura, che devono essere lasciati a macerare per qualche settimana. Si assumono trenta gocce di tintura per tre volte al giorno. Per la tisana invece si utilizzano i fiori di prugnolo che vanno lasciati in infusione per dieci minuti in acqua bollente. Si consiglia l'assunzione di due tazze la sera, subito dopo cena.

Prugnolo: informazioni sui prodotti e controindicazioni

In commercio esistono pochi prodotti a base di prugnolo, dal momento che le proprietà di questa pianta sono scivolate da qualche tempo nell'oblio. Si trovano, invece , con molta facilità marmellate ottenute dai suoi frutti che aiutano a riattivare la regolarità intestinale. Proprio per questa ragione chiunque voglia utilizzare il prugnolo per scopi terapeutici, deve necessariamente contemplare la strada del fai-da-te. Per quel che riguarda le controindicazioni per l'impiego di questa pianta, se si rispetta la giusta posologia della pianta, la possibilità che insorgano effetti indesiderati è praticamente inesistente. Solo i soggetti sensibili o allergici ai principia attivi contenuti nel prugnolo, manifestano l'apparizione di dermatiti o eruzioni cutanee. Limitare l'utilizzo in gravidanza, o comunque rivolgersi a un medico.

Domande frequenti

  • Quali sono le principali proprietà medicinali del prugnolo?
    Il prugnolo contiene flavonoidi, tannini e vitamina C, conferendogli spiccate proprietà diuretiche, lassative purganti, espettoranti e mucolitiche. È particolarmente indicato per contrastare dermatosi, irritazioni cutanee, infezioni del cavo orofaringeo e per sciogliere il catarro. Inoltre, grazie all'effetto diuretico e antistitico, aiuta ad alleviare i gonfiori e supporta la perdita di peso.
  • Come si prepara e si assume la tintura madre di prugnolo?
    La tintura madre si ottiene facendo macerare per alcune settimane i rami freschi prelevati all'inizio della fioritura. L'assunzione consigliata prevede l'ingestione di trenta gocce di tintura, da ripetere tre volte al giorno. Questo preparato concentra i principi attivi della pianta per un utilizzo terapeutico mirato.
  • Qual è il corretto metodo per preparare la tisana di prugnolo?
    Per preparare la tisana, utilizzare i fiori di prugnolo lasciandoli in infusione per dieci minuti in acqua bollente. Si consiglia di assumere due tazze della bevanda serale, idealmente subito dopo cena. Questa modalità d'uso sfrutta le proprietà rilassanti e digestive della pianta durante la notte.
  • Esistono controindicazioni o effetti collaterali nell'uso del prugnolo?
    Rispettando la posologia indicata, gli effetti indesiderati sono praticamente inesistenti. Tuttavia, soggetti sensibili o allergici ai principi attivi potrebbero manifestare dermatiti o eruzioni cutanee. Si sconsiglia l'auto-prescrizione in gravidanza; in questi casi, oppure per dubbi specifici, è fondamentale consultare un medico prima dell'assunzione.

Scheda Tecnica

Crataegus monogyna

Nome scientificoCrataegus monogyna
FamigliaRosacee
Tipo di piantaArbusto spinoso a foglia caduca
OrigineEuropa, Nord Africa, Asia
EsposizionePieno sole o mezz'ombra
TerrenoQualsiasi, ben drenato, preferibilmente calcareo
IrrigazioneModerata, evitare ristagni idrici
FiorituraMarzo-Aprile
AltezzaFino a 4 metri
ConcimazioneMinima, compost maturo in primavera
PotaturaLeggera dopo la fioritura per contenere la crescita
MoltiplicazioneSemi (stratificazione fredda) o talee semilegnose
Malattie e parassitiGeneralmente resistente, possibile presenza di afidi o ragnetto rosso
Difficoltà di coltivazioneFacile da coltivare, rustica e adattabile