Tisane depurative fegato

Depurazione epatica: un valido aiuto dalla fitoterapia

Il fegato rappresenta il sito primario in cui avvengono le più rilevanti reazioni di detossificazione delle sostanze che introduciamo con gli alimenti, ma anche di farmaci e tossine ambientali. Appare chiaro, quindi, come una disfunzionalità di questo organo possa compromettere lo stato di benessere del nostro organismo. La natura, fortunatamente, ci offre degli importanti rimedi utili per proteggere la corretta funzione epatica. Una delle erbe più rilevanti sotto questo aspetto, è sicuramente il cardo mariano (Sylibum marianum), pianta medicinale di orgini antichissime. I suoi frutti, infatti, contengono un importante principio attivo, la silimarina, di cui numerosi studi hanno confermato l'azione epatoprotettiva e antiepatotossica. Anche la curcuma (Curcuma longa), spezia di comune uso alimentare, possiede una spiccata proprietà coleretica e colagoga, ossia stimola la secrezione e il deflusso della bile. Una pianta che riassume le prorietà delle precedenti è il carciofo (Cynara scolymus): il suo principio attivo contenuto nelle foglie, la cinarina, stimola la coleresi e, allo stesso tempo, protegge le cellule epatiche.
Cardo mariano (Sylibum marianum)

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Alcune ricette di tisane depurative per il fegato

Polvere di curcuma (Curcuma longa) Fondamentale per la realizzazione di una tisana depurativa per il fegato è capire quale sia l'indicazione specifica per la sua assunzione. Se vogliamo ottenere un incremento di produzione di bile, possiamo utilizzare un cucchiaio da caffè di cardo mariano, tarassaco e foglie di Menta piperita, lasciando in infusione in 1-2 tazze di acqua bollente per circa 20 minuti. Dopo aver filtrato, assumere tre tazze al giorno per 3-4 settimane. Alternativamente, si può assumere una punta di coltello di curcuma in polvere, disperdendola in un bicchiere di acqua calda assieme ad un cucchiaino di liquirizia per addolcirne il sapore. Un'azione prettamente depurativa si può ottenere con una tisana a base di carciofo: lasciando in infusione 30 grammi di foglie di carciofo in una tazza di acqua bollente, assieme ad un pezzettino di radice di liquirizia, si ottiene una bevanda ideale per depurarsi dopo pasti abbondanti. E' possibile inserire anche un cucchiaino di frutti di finocchio, per aggiungere ad una tisana depurativa per il fegato, un'azione sgonfiante e digestiva. Tutte le tisane spracitate possono essere dolcificate a piacere con l'aggiunta di zucchero o miele.

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    Tisane per la prevenzione dei calcoli biliari

    Radice di tarassaco (Taraxacum officinale) Una delle erbe più utilizzate nelle prevenzione della calcolosi biliare è sicuramente il tarassaco (Taraxacum officinale), conosciuto comunemente anche con il nome di Dente di Leone. La radice contiene numerose sostanze amare, in grado di stimolare l'attività della ghiandola epatica, promuovendo la secrezione biliare. Il tarassaco è così in grado di agire sulla predisposizione alla formazione dei calcoli biliari, specie se l'assunzione avviene per tempi medio-lunghi (4-8 settimane). Ponendo 1-2 cucchiaini di radice di tarassaco polverizzata in infusione per 20 minuti in una tazza di acqua bollente, si otterrà una tisana da assumere due volte al giorno per almeno un mese. Essa garantirà un'efficace azione depurativa e preventiva della calcolosi, oltre ad aumentare la funzionalità renale, con conseguente effetto diuretico e drenante.


    Tisane depurative fegato: Consigli per la preparazione di tisane depurative

    Tisana a base di finocchio (Foeniculum vulgare)Molto spesso, l'azione depurativa epatica si deve sempre accompagnare ad un'azione digestiva e regolarizzante del transito intestinale. Per questo motivo, è bene aggiungere, alle classiche erbe depurative per il fegato, piante che abbiano queste attività. Ad esempio, ad una miscela colagoga, contenente Cardo Mariano e Tarassaco, si può addizionare l'azione della Menta piperita, del finocchio (Foeniculum vulgare) o del cumino (Carvum carvi). Oppure, se lo scopo anche quello di combattere la stipsi, sarà possibile addizionare erbe lassative come la senna (Cassia angustifolia) o la frangula (Rhamnus frangula). In qust'ultimo caso, però, è bene ridurre i tempi di assunzione di tali tisane, per evitare il fenomeno di assuefazione da lassativi. Inoltre, bisogna ricordare che, nel caso si stia sostenendo una terapia farmacologica di lunga durata, o ci si trovi in condizioni fisiologiche particolari (gravidanza, allattamento ecc.), è bene chiedere consiglio al medico, al farmacista o all'erborista di fiducia prima di assumere continuativamente qualunque tipo di rimedio naturale.



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