base del compost

Concime

Fertilizzante naturale

Il fertilizzante naturale è il metodo migliore per far crescere frutti, ortaggi, fiori ed ogni tipo di vegetali, eliminando ogni rischio dovuto a prodotti chimici vari.

di Redazione

05 novembre 2012

Il bio

Da qualche anno a questa parte una grossa fetta della società, intesa come popolazione, industrializzata ha cominciato a rinegare, a distanziarsi da quanto essa stessa aveva creato, ovvero l’ “artificiale”; sotto questo nome, in questa sede, intendiamo raggruppare tutto quanto non è naturale ma è stato prodotto dall’uomo attraverso, nella stragrande maggioranza dei casi, dei processi industriali. Ecco perché diciamo che ci si distanzia da quanto noi stessi abbiamo prodotto, perché effettivamente, lasciando fare tutto alla natura, ne deriverebbero solo cose “naturali”, per l’appunto, mentre noi, attraverso ricerca, tecnologia ed esperimenti vari, abbiamo creato l’ “artificiale”. Tutto filava e fila ancora oggi liscio, finchè non arrivano due stop: il primo si ha quando qualcosa che produciamo artificialmente o fa male direttamente alla salute umana oppure uno dei processi atti a produrlo è fortemente inquinante, sia per l’uomo che per l’ambiente; ciò è abbastanza grave, ma è sul secondo stop che ci concentriamo in questo articolo: quando l’artificiale invade il campo del nostro cibo. Ovviamente, intendiamoci, non abbiamo scoperto il cibo prodotto industrialmente (a cui per fortuna, almeno in larga scala, non siamo ancora arrivati), ma di processi industriali per modificare il cibo e di altre aggiunte chimiche per produrlo; tutto ciò che è esente da questo è “bio”.

Artificio e cibo

In questo secondo paragrafo vogliamo specificare, esplicitando, tutto ciò che rende artificiale i nostri cibi, ovvero tutto ciò da cui il “bio” si distanzia. Ci sono due cose su cui ci si concentra, ovvero i trattamenti di modifica industriale e quelli che si attuano durante la crescita per migliorare e/o aumentare la produzione. Per i trattamenti di modifica ci basti pensare ad un cibo comunissimo come la passata di pomodoro, con cui soprattutto noi Italiani conviviamo praticamente tutti i giorni: una cosa è se essa è prodotta come facevano i nostri nonni, scegliendo uno ad uno, lavando, cuocendo e pestando i pomodori manualmente, con strumenti piccoli e facili anche da autocostruirsi, mentre tutt’altro è quando i pomodori sono lavorati industrialmente, gettando nel “calderone” ogni cosa somigli anche vagamente ad un pomodoro, sacrificando un briciolo di qualità (poi corretta con aggiunte varie quali conservanti, coloranti eccetera) per la quantità. Per migliorare ed aumentare la produzione solitamente si fa uso, in campo vegetale, di diserbanti chimici e fertilizzanti artificiali, mentre in campo animale, di cibi sotto forma di integratori e, nei casi estremi ed illegali, di ormoni per aumentare la massa degli animali.

Fertilizzante naturale

Bisogna dire che quella del “bio” è anche una moda, o almeno come tale si è molto diffusa; non è un aspetto positivo, perché testimonianza l’ignoranza di tanta gente che invece di analizzare le idee e le proposte per ciò che sono, le segue solo quando diventano mode. Nell’ambito del cibo bio, esso ha avuto un maggiore successo per l’agricoltura (rispetto all’allevamento animale, il quale è parte di una grossa fetta dell’industria del cibo e deve per forza garantirsi grandi numeri), la quale è diventata un vero caposaldo di questa cultura. Pezzo forte dell’agricoltura bio è il fertilizzante naturale: effettivamente i fertilizzanti artificiali sono quanto di peggio ci possa essere per la genuinità di un prodotto, in quanto è vero che aiutano a tenere lontano malattie ed insetti infestanti, ma dall’altro lato lo fanno con sostanze che in alcuni casi si sono rivelate tossiche, per accumulo, nell’essere umano. Purtroppo fino a circa gli anni Ottanta ed anche i Novanta, ne sono stati utilizzati in quantità spaventosa, e soprattutto ne erano in uso alcuni che erano veleno allo stato puro, per gli insetti ma anche per alcune funzionalità del corpo umano. Ebbene, il marchio “bio” sui fertilizzanti ne garantisce l’uso naturale.

Cos'è e come produrlo

Ma l’agricoltura bio consente o non consente l’uso di fertilizzanti? Certo che si: infatti i fertilizzanti sono in uso da sempre nel mondo dell’agricoltura, anche prima che fosse inventata la chimica industriale. Come è possibile tutto ciò? Semplicemente utilizzando del fertilizzante naturale, che spesso è anche il migliore possibile. Dai nostri nonni abbiamo per esempio imparato che il miglior fertilizzante è il letame di grossi animali da fattoria, come i buoi, le mucche ed i cavalli; forse essi lo scoprirono perché i campi in cui pascolavano questi animali erano sempre i più produttivi, ma a noi interessa che ciò funziona davvero: oggi potremmo mescolare un pizzico di letame due volte l’anno anche nella piantina sul balcone, perché le sostanza nutrienti ed i batteri che contiene sono un vero aiuto, DEL TUTTO NATURALE, per la pianta. Un altro tipo di fertilizzante naturale è il compost; bisogna precisare che questo è quasi artificiale, nel senso che l’uomo ha studiato un metodo per velocizzarne la formazione, ma senza aggiungere nulla a livello di prodotti, perciò è bio: si tratta di residui di cibo (bucce di frutta, legumi eccetera) mischiati con scarti del giardino (foglie secche, rami e fiori da potatura) che insieme per mesi danno vita a reazioni naturali che portano ad ottenere un terriccio profumato e molto produttivo.

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Domande frequenti

  • Quali sono i principali tipi di fertilizzante naturale menzionati nel testo?
    Il testo identifica principalmente due tipologie di concimazione biologica. La prima è il letame proveniente da grossi animali da allevamento, come bovini e cavalli, ricco di nutrienti e batteri benefici. La seconda è il compost, ottenuto dalla decomposizione di scarti organici domestici (come bucce di frutta e verdura) e materiali vegetali da giardino (foglie secche, rami, fiori recisi). Entrambi rappresentano alternative valide ai prodotti chimici sintetici.
  • Perché il fertilizzante naturale è considerato superiore a quello chimico per la salubrità del cibo?
    I fertilizzanti artificiali possono contenere sostanze tossiche che, accumulandosi nel tempo, risultano nocive per la salute umana e per l'ambiente. Al contrario, il fertilizzante naturale garantisce la genuinità del prodotto finale poiché proviene da fonti organiche e processi naturali. L'uso di concimi chimici è stato associato a rischi sanitari, specialmente prima degli anni '80-'90, rendendo il bio una scelta più sicura per evitare contaminazioni.
  • Come si produce il compost domestico secondo le indicazioni fornite?
    Il compost si ottiene mescolando residui alimentari, come avanzi di frutta e legumi, con scarti verdi provenienti dal giardino, quali foglie secche, rametti e fiori da potatura. Questa miscela subisce reazioni naturali nel corso di diversi mesi. Nonostante l'uomo abbia sviluppato metodi per accelerare il processo, il compost rimane un prodotto bio perché non richiede l'aggiunta di sostanze chimiche esterne per funzionare.
  • È possibile utilizzare il letame anche per piante in vaso sul balcone?
    Sì, il testo conferma che il letame può essere utilizzato efficacemente anche per le piante da appartamento o da balcone. Basterà aggiungere piccole quantità (definite come "un pizzico") due volte l'anno. Questo apporto fornisce alle piante sostanze nutrienti essenziali e batteri utili, garantendo una crescita sana e completamente naturale, sfruttando le stesse proprietà che resero fertili i pascoli tradizionali.