Fertilizzanti chimici

Concime

Fertilizzanti chimici

I fertilizzanti chimici sono sostanze importanti per il benessere delle piante e del terreno, purché utilizzati in risposta a specifiche esigenze

di Redazione

28 aprile 2013

Scopi del fertilizzante

I fertilizzanti si dividono in organici e chimici: le caratteristiche e gli effetti sono molto diversi e più o meno indicati a seconda dello scopo finale. In linea generale, il fertilizzante viene utilizzato per arricchire il terreno degli elementi nutritivi indispensabili alle piante per crescere, ma non sempre naturalmente presenti in quantità sufficienti nel terreno. In altri casi, il fertilizzante è importante per porre rimedio all'effetto del dilavamento, che provoca la dispersione delle sostanze nutritive precedentemente presenti nel terreno. Con i fertilizzanti si possono correggere specifiche caratteristiche del terreno, come il suo ph e la sua alcalinità. I fertilizzanti chimici in commercio sono molto vari e vanno quindi selezionati sulla base delle esigenze specifiche delle piante che si stanno coltivando e sulla base delle caratteristiche del terreno, per poter garantire l'apporto delle sostanze più importanti e carenti. Tra queste, le più importanti sono l'azoto, il potassio e il fosforo, che possono presenti in quantità differenti e dunque aggiunti al terreno in modo progressivo, nel rispetto del ciclo vegetativo delle piante e delle loro diverse esigenze a seconda del periodo dell'anno.

Composizione

I fertilizzanti devono essere selezionati sulla base delle caratteristiche del terreno: scegliere quale acquistare non è sempre facile. A fare da guida sono le sigle chimiche riportate sulle confezioni, che hanno il compito di rendere noti gli elementi chimici contenuti nel composto, con relative percentuali. In questo modo è possibile individuare il fertilizzante che meglio può rispondere alle diverse esigenze del terreno, senza comportare carenze e nemmeno eccessi, che possono essere altrettanto dannosi per le coltivazioni. I fertilizzanti chimici si compongono solitamente di più elementi e per questo la loro presenza è indicata attraverso le sigle chimiche corrispondenti ai singoli elementi contenuti. I fertilizzanti più comuni, come visto, sono quelli che rispondono alle principali esigenze dei diversi tipi di terreno, permettendo l'apporto di fosforo, azoto e potassio. Le percentuali degli elementi componenti possono variare, ma solitamente gli elementi presenti sono ricorrenti e permettono il corretto bilancio del prodotto finale. I fertilizzanti a base di azoto sono di solito ricchi di nitrato di calcio, sodio e solfato ammonico, mentre quelli a base di potassio si compongono di solfato e nitrato di potassio. I fertilizzanti a base di fosforo sono invece composti da fosfato di calcio e fosfato di ammonio, presenti in diverse percentuali. Da ciò si evince che un fertilizzante efficace per un tipo di terreno può rivelarsi del tutto inadatto ad un altro o ad altre coltivazioni.

Utilizzo del fertilizzante

Il fertilizzante deve rispondere alle specifiche esigenze delle piante che si desidera coltivare, dunque è importante conoscere le loro esigenze per poter ricorrere ad applicazioni davvero efficaci. Sarà quindi importante rispettare anche i cicli vitali delle piante, tenendo conto del fatto che le diverse fasi porteranno la pianta stessa ad avere diverse esigenze. Il metodo di spargimento dei diversi fertilizzanti può variare in risposta ai bisogni delle piante e del terreno: i fertilizzanti in forma solida sono indicati per la preparazione del terreno, prima che le piante vi vengano seminate, per rendere il terreno stesso in grado di offrire la giusta composizione chimica per le coltivazioni che vi troveranno dimora. Sono invece molto pratici i fertilizzanti liquidi, da aggiungere all'acqua di innaffiatura, per le piantine già germogliate e per le diverse fasi della loro vita. Si tratta, in questo caso, di interventi ripetuti con una certa periodicità, a seconda di quanto prescritto dal fertilizzante stesso, in particolare nei periodi di maggiore necessità di nutrimento da parte della pianta, dunque nel pieno del suo periodo produttivo e del suo sviluppo, solitamente nella stagione primaverile ed estiva. Il fertilizzante può favorire la fioritura e lo sviluppo di fiori e frutti, nonchè la crescita della pianta, mentre sarà meno indispensabile nel periodo di riposo vegetativo delle proprie coltivazioni.

Controindicazioni

I fertilizzanti chimici comportano indubbi vantaggi e sono funzionali se utilizzati nel rispetto delle esigenze specifiche della pianta, garantendo una precisa composizione degli elementi in esso contenuti. Tuttavia, essi possono dare origine anche ad alcune controindicazioni che è bene tenere presente qualora ci si appresti a selezionare un fertilizzante per le proprie coltivazioni. Alla scelta dei macroelementi indicati precedentemente, infatti, si abbina la presenza, in minori percentuali, di microelementi non indispensabili ma utili per le singole piante: essi possono variare notevolmente da fertilizzante a fertilizzante ed essere più o meno adatte alle esigenze delle differenti coltivazioni in rapporto al terreno nel quale si trovano. I principali rischi della concimazione chimica riguardano i residui nel terreno e nelle falde acquifere, in particolare, dei nitrati, sostanze ad assimilazione immediata che sono però soggette a dilavamento e finiscono per accumularsi presentando un rischio per le piante, per l'ambiente e per l'uomo. I rischi di inquinamento si accompagnano quindi alla maggiore facilità di utilizzo dei fertilizzanti chimici rispetto a quelli naturali, nei quali è più difficile tenere sotto controllo le esatte quantità apportate nel terreno. Per questo, l'utilizzo di fertilizzanti chimici soprattutto in agricoltura è regolamentato da specifiche norme.

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Domande frequenti

  • Quali sono i principali nutrienti forniti dai fertilizzanti chimici?
    I fertilizzanti chimici forniscono principalmente tre macroelementi essenziali per la crescita delle piante: azoto, fosforo e potassio. L'azoto favorisce lo sviluppo fogliare, il fosforo supporta la radicazione e la fioritura, mentre il potassio migliora la resistenza generale della pianta. Questi elementi sono spesso indicati sulle confezioni tramite le loro sigle chimiche e percentuali, permettendo di scegliere il prodotto più adatto alle specifiche carenze del terreno o alle esigenze della coltura.
  • Come si distinguono i fertilizzanti solidi da quelli liquidi?
    La distinzione principale risiede nell'applicazione e nella tempistica. I fertilizzanti solidi sono generalmente indicati per la preparazione preliminare del terreno prima della semina o del trapianto, agendo come base nutrizionale duratura. Al contrario, i fertilizzanti liquidi vengono mescolati all'acqua di irrigazione e sono ideali per piante già germinate o in fase attiva, consentendo somministrazioni frequenti e mirate durante i periodi di massimo fabbisogno, come primavera ed estate.
  • Quando è il momento giusto per concimare le piante?
    La concimazione deve seguire i cicli vitali della pianta. È fondamentale intervenire durante le fasi di attivo sviluppo vegetativo e produttivo, tipicamente nella primavera ed estate, quando la pianta ha maggiori esigenze nutrizionali. Al contrario, durante il periodo di riposo vegetativo, solitamente in inverno, la concimazione chimica diventa meno indispensabile o addirittura sconsigliabile, poiché la pianta non assorbe efficacemente i nutrienti.
  • Quali sono i rischi ambientali dei fertilizzanti chimici?
    Il rischio principale riguarda l'inquinamento ambientale, in particolare l'accumulo di nitrati nel suolo e nelle falde acquifere. Essendo sostanze ad assimilazione immediata, i fertilizzanti chimici sono soggetti al dilavamento causato dalle piogge o dall'irrigazione eccessiva. Questo processo porta all'accumulo di residui nocivi che possono danneggiare l'ecosistema, la salute delle piante e, potenzialmente, quella umana, motivo per cui il loro uso è strettamente regolamentato.
  • È necessario includere i microelementi nella concimazione?
    Sì, oltre ai macroelementi, molti fertilizzanti contengono microelementi in percentuali minori. Sebbene non siano indispensabili in grandi quantità, questi micronutrienti sono utili per specifiche esigenze fisiologiche delle piante e variano significativamente da prodotto a prodotto. La loro presenza deve essere valutata in relazione al terreno e alla coltura specifica per evitare squilibri nutrizionali o inefficacia della concimazione.