Piccole talee ulivo.

Innesto

Talea ulivo

L'ulivo è una delle piante più importanti per l'agricoltura mediterranea. Esistono diverse modalità di propagazione, sia per via sessuale che per via vegetativa. Tra le ultime troviamo, tra le altre, la talea, che consente al nuovo esemplare di mantenere le caratteristiche originarie.

di Redazione

06 febbraio 2015

La propagazione vegetativa dell'ulivo.

L'ulivo può essere riprodotto per via sessuale o vegetativa, con quest'ultima, però, è possibile mantenere nel nuovo individuo le caratteristiche della pianta madre. Vengono raggruppate in questa categoria tutte quelle operazioni che comportano, per la creazione della nuova pianta, l'utilizzo di parti della pianta adulta. La modalità più utilizzata è certamente la talea, infatti molti delle piante in vendita nei vivai è stata creata grazie ad essa. Esistono anche altre tecniche di riproduzione vegetative, come ad esempio l'innesto, tuttavia presentano tutte caratteri di maggiore difficoltà nella produzione. Inoltre non è possibile ottenere un buon risultato tramite talea con ogni varietà di ulivo, alcune, infatti, non sono indicate in quanto non riescono a ramificare in seguito al taglio del ramoscello.

Il periodo giusto e alcune accortezze.

Per permettere alla pianta di crescere nelle migliori condizioni e ottenere il maggior numero possibile di ramificazioni sul totale delle talee, occorre seguire alcuni piccoli accorgimenti. Per cominciare occorre sottolineare che il periodo migliore per raccogliere i rametti da destinare alle talee è sicuramente l'autunno/inverno. Ovviamente è essenziale selezionare i rami da una pianta priva di qualsiasi malattia ed anche abbastanza fruttifera, questo perché mantenendo le caratteristiche dell'origine, la nuova pianta avrà più possibilità di sopravvivenza. Una volta piantate in vivaio è sempre consigliabile annaffiarle regolarmente e provvedere ad una adeguata concimazione. Particolarmente indicato, risulta essere il letame maturo o pollina compostata. Per finire è preferibile ripulire dai rametti inferiori la talea, in modo da permettere alla pianta di utilizzare tutte le proprie risorse per radicare.

La prima fase della talea.

Per effettuare una talea di ulivo si parte da rametti di un anno di età. Queste talee dovranno essere a corteccia verdeggiante e succosa, robuste e di circa 25/50 centimetri. Successivamente vengono immerse in un liquido appositamente preparato, contenente dei fitostimolatori che favoriscono lo sviluppo delle radici. Si possono produrre queste soluzioni anche utilizzando materie prime naturali, molto indicato è, per esempio, un decotto con rametti di salice piangente. Dopo questa operazione le talee sono pronte per incontrare per la prima volta il terreno e vengono posizionate un casse, le quali sono molto spesso a temperatura controllata per assicurare condizioni ottimali alle piantine. In questa fase, molto delicata, si effettua regolarmente l'irrigazione, anche con l'utilizzo di spruzzi d'acqua direttamente sulle foglie mantenendo sempre la temperatura sotto controllo. Dopo circa due mesi le talee hanno sviluppato le prime radici e sono pronte per la seconda fase del processo.

La conclusione della talea ulivo.

A questo punto si è in possesso di rametti, ovvero le talee, con un discreto numero di radici, le quali, però, risultano essere ancora piccole e delicate. Con estrema accortezza, quindi, vengono estirpate dalle casse e posizionate nei vasetti dove continueranno il loro processo di crescita. Spesso questo è il momento dove viene fatta una selezione delle talee che meglio hanno reagito alla produzione di radici. Questo perché, soprattutto in ambito professionale, dove chi produce è interessato a vendere le piante così formate, selezionando solo le migliori piante si è sicuri del risultato finale, ovvero di avere piante adulte più forti e fruttifere. Una volta che le talee continuano a crescere, è possibile spostarle in vasi sempre più grandi, fino al momento in cui saranno pronte per il campo aperto. Nel giro di 3 anni circa è già possibile portarle in uliveto, ma solo dopo sette anni circa saranno in grado di produrre olive.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per prelevare le talee di ulivo?
    Il periodo ideale per prelevare le talee di ulivo è l'autunno o l'inverno. È fondamentale scegliere rametti di un anno di età, robusti, con corteccia verdeggiante e succosa, lunghi circa 25-50 centimetri. La selezione deve avvenire su una pianta madre sana e produttiva, poiché la talea mantiene le caratteristiche genetiche originali, garantendo maggiori probabilità di sopravvivenza e qualità nella futura pianta.
  • Come preparare e trattare le talee prima della messa a dimora?
    Prima di interrare le talee, è consigliabile rimuove i rametti inferiori per concentrare le energie sulla radicazione. Le talee vanno poi immerse in una soluzione contenente fitostimolatori per favorire lo sviluppo radicale. In alternativa, si può usare un decotto naturale ottenuto da rametti di salice piangente, ricco di auxine naturali che stimolano la formazione delle radici, migliorando significativamente il tasso di attecchimento.
  • Quanto tempo ci vuole affinché le talee di ulivo sviluppino le radici?
    Dopo la messa in cassa, solitamente a temperatura controllata e con irrigazione regolare (anche nebulizzazione sulle foglie), occorrono circa due mesi perché le talee sviluppino le prime radici. Questa fase è critica: le radici iniziali sono delicate. Solo quando si nota uno sviluppo radicale sufficiente, le talee possono essere trasferite con cautela nei vasetti per la successiva crescita.
  • Quando un ulivo propagato per talea inizia a produrre olive?
    La propagazione per talea richiede pazienza. Anche se le piante possono essere trapiantate in uliveto dopo circa tre anni dalla nascita della talea, la produzione di olive inizia molto più tardi. Generalmente, un ulivo ottenuto per talea impiega circa sette anni per raggiungere la maturità riproduttiva e iniziare a fruttificare in modo significativo.
  • Esistono varietà di ulivo che non si prestano alla moltiplicazione per talea?
    Sì, non tutte le cultivar di ulivo attecchiscono facilmente per via talea. Alcune varietà mostrano scarsa capacità di emettere radici dal fusto tagliato, rendendo il metodo inefficace o a basso rendimento. In questi casi, i vivaisti preferiscono altre tecniche vegetative come l'innesto, che garantiscono risultati più costanti e rapidi rispetto alla semplice talea per quelle specifiche genotipi difficili.

Scheda Tecnica

Olea europaea

Nome scientificoOlea europaea
FamigliaOleaceae
Tipo di piantaAlbero da frutto / Arbusto
OrigineArea mediterranea
EsposizionePieno sole
TerrenoBen drenato, calcareo, sabbioso o argilloso
IrrigazioneModerata, evitare ristagni idrici
FiorituraPrimavera (maggio-giugno)
AltezzaFino a 8-10 metri
ConcimazioneLetame maturo o pollina compostata in autunno/inverno
PotaturaLeggera, per formare la chioma e rimuovere rami secchi
MoltiplicazioneTalea (autunno/inverno), innesto, margotta
Malattie e parassitiMosca dell'olivo, rogna, verticilliosi, cocciniglie
Difficoltà di coltivazioneMedio-Alta (alcune varietà non attecchiscono bene per talea)