Potatura della vite

Potatura

La potatura vite

La perfetta potatura vite è la base essenziale per ottenere grappoli d'uva succosi ed eccellenti vini. Ecco quali sono le operazioni da effettuare.

di Redazione

30 novembre 2016

Potatura vite: caratteristiche specifiche

La potatura della vite richiede una preparazione specifica. L'operazione infatti si diversifica da quella effettuata su tutte le altre specie vegetali a causa delle manipolazione che avvengono contestualmente al taglio dei tralci. Quest'ultima serve per dare una forma specifica all'intero impianto, in modo da supportare nella migliore maniera il carico dei grappoli arrivando ad offrire frutti di indubbia qualità. Anche la quantità di gemme presenti nei tralci dovrà risultare equilibrata, perché il risultato finale sia rappresentato da grappoli ricoperti di chicchi d'uva delle dimensioni, del colore e dal sapore desiderato. Potremmo quindi affermare che una potatura ben eseguita è il primo, importante passo per arrivare ad un vino pregiato dal gusto inconfondibile. La potatura della vite viene generalmente fatta in due tempi: una prima operazione che prende il nome di potatura secca avviene in inverno, mentre la potatura verde viene eseguita in estate.

La potatura secca della vite

La potatura della vite che viene eseguita nei mesi invernali, chiamata anche potatura a secco, ha il principale scopo di mantenere la forma che si desidera dare all'impianto viticolo. In questa fase viene inoltre controllato il carico di gemme e scelta la quantità e la disposizione di quelle da lasciare sulla pianta in base alla tipologia di uva che si vuole ottenere. La potatura invernale dovrà avvenire quando la pianta è in riposo vegetativo. Per iniziare questa operazione bisogna attendere la completa caduta delle foglie dai rami, momento in cui tralci, fusto e radici avranno la maggior quantità di sostanze nutritive di riserva per far fronte alla sofferenza causata dal taglio dei tralci. La potatura a secco della vite dovrà avvenire ogni anno, asportando dalla pianta tutti quei tralci inutili ai fini produttivi che rubano sostanze nutritive. In pratica si creano zone produttive specifiche, dove vengono concentrati tutti gli elementi necessari per una produzione di qualità.

La potatura verde della vite

La potatura verde della vite ha il principale scopo di regolare lo sviluppo della chioma, togliere eventuali rami rimasti sulla vite dalla potatura invernale ma considerati inutili ai fini produttivi, ed individuare quali sono i tralci più idonei per la produzione e ricreare intorno a questi tutte le caratteristiche ideali per una perfetta maturazione dei grappoli di uva. Con la spollonatura e la scacchiatura si va ad eliminare germogli nati sul legno vecchio, mentre la parziale defogliazione consente di arieggiare e far giungere la luce naturale anche nei punti più interni della pianta. Infine si procede con la cimatura, volta ad eliminare quei tralci che risultano cresciuti in maniera disordinata rispetto all'intera struttura, al fine di evitare l'errata sovrapposizione di tralci e grappoli.

Tecniche di taglio

La potatura della vite può avvenire con diverse tecniche di taglio. In base alla lunghezza del tralcio ed alla quantità di gemme da lasciare, si può avere una potatura lunga oppure corta. La scelta tra le due diverse tipologie di potatura è determinata principalmente dalla localizzazione delle gemme produttive in base alla specie di vitigno. Se le gemme maggiormente fertili sono quelle situate alla base del tralcio si opta per la potatura corta, che prevede al massimo tre elementi per ogni ramo. Se al contrario le gemme che danno origine ai grappoli più succosi si trovano all'apice della pianta è consigliabile eseguire una potatura lunga, lasciandone un numero superiore a quattro per ogni tralcio. Il metodo definito "a cordone permanente" è invece misto, con speroni su cui viene praticata la potatura corta e tralci di rinnovo trattati con potatura lunga.

Domande frequenti

  • Quando devo eseguire la potatura della vite?
    La potatura della vite si divide in due fasi distinte. La potatura secca, o invernale, va eseguita durante il riposo vegetativo della pianta, preferibilmente dopo la completa caduta delle foglie. Questo periodo permette alla vite di conservare le sostanze nutritive nelle radici e nel fusto, sostenendo meglio lo stress del taglio. La seconda fase è la potatura verde, che avviene in estate. Questa operazione serve a gestire lo sviluppo della chioma, rimuovere i germogli superflui e favorire la maturazione dei grappoli attraverso l'aerazione e l'esposizione alla luce solare.
  • Qual è la differenza tra potatura corta e potatura lunga?
    La scelta tra potatura corta e lunga dipende dalla posizione delle gemme fertili tipiche del vitigno specifico. Si utilizza la potatura corta quando le gemme più produttive si trovano alla base del tralcio; in questo caso si lasciano al massimo tre gemme per ramo. Al contrario, la potatura lunga è indicata quando le gemme fertili sono situate all'apice dei tralci; essa prevede il mantenimento di più di quattro gemme per tralcio. Esiste anche una tecnica mista, come il 'cordone permanente', che combina speroni con potatura corta e tralci di rinnovo con potatura lunga per ottimizzare la produzione.
  • Cosa sono la spollonatura e la scacchiatura?
    Spollonatura e scacchiatura sono interventi specifici della potatura verde estiva. La spollonatura consiste nell'eliminare i germogli (polloni) che nascono direttamente dal legno vecchio o dalle radici, i quali sottraggono energie preziose alla pianta senza produrre frutto. La scacchiatura mira a rimuovere i germogli sviluppati sui tralci portanti che risultano eccessivamente vigorosi o mal posizionati. Entrambe le operazioni servono a concentrare la linfa e le risorse nutrizionali sui tralci selezionati per la produzione, garantendo una migliore qualità e dimensione dei grappoli d'uva.
  • A cosa serve la defogliazione e la cimatura nella vite?
    La defogliazione parziale consiste nell'asportare alcune foglie, solitamente nella zona dei grappoli, per aumentare l'aerazione interna della chioma e permettere alla luce solare diretta di raggiungere i frutti. Questo favorisce la maturazione e riduce il rischio di muffe. La cimatura, invece, è l'intervento volto ad accorciare i tralci vegetativi che crescono in modo disordinato o troppo vigoroso. Eliminando l'estensione apicale, si blocca la crescita in altezza e si indirizza l'energia della pianta verso la maturazione dei grappoli, evitando l'ombreggiamento eccessivo e il sovrapporsi disordinato di vegetazione e frutti.

Scheda Tecnica

Tipo di piantaPianta rampicante
EsposizioneSoleggiata
IrrigazioneModerata, evitare ristagni
AltezzaVariabile, può superare i 10 metri
ConcimazioneNecessaria per supportare la produzione
PotaturaInvernale (secca) ed estiva (verde)
MoltiplicazioneMargotta talea innesto
Malattie e parassitiOidio, peronospora, fillossera
Difficoltà di coltivazioneMedia-Alta