pianta di kiwi

Potatura

Potatura kiwi

La potatura del kiwi è fondamentale perchè la pianta ha una crescita rapida e disordinata da sistemare e perchè è importante permettere la circolazione d'aria tra i rami.

di Redazione

29 giugno 2013

Giardinaggio e coltivazione

Quasi tutte le persone a questo mondo hanno un hobby, ovvero un’attività ricreativa che può essere di qualsiasi tipo, ma che si caratterizza in particolar modo per il fatto di piacerci enormemente, che sia insomma una vera passione. Assodato questo, si può trovare l’hobby del canto, della pittura, dei fumetti, delle riparazioni e restaurazioni di oggetti antichi, l’hobby dell’automobile o della motocicletta …chi più ne a più ne metta! Ovviamente parliamo di una fascia di popolazione benestante, non nel senso di ricca ma nel senso “globale del termine”, ovvero di certo persone delle zone povere del pianeta dove si fanno chilometri per bere o dove c’è la guerra non avranno alcun hobby, mentre nella nostra società anche persone povere (ovvero con piccolo e singolo stipendio o momentaneamente senza stipendio fisso) hanno un hobby che in alcuni casi riesce ad aiutarci a scaricare la tensione e quindi a superare un momento difficile. L’hobby può anche essere faticoso e quasi un “lavoro”, come accade per coloro che hanno l’hobby del giardinaggio da coltivazione, ovvero quel tipo di giardinaggio che prevede la presenza di un orto con coltivazione di pomodori, melanzana, fagioli, patate eccetera ed anche piante da frutto: richiede lavoro, conoscenza, pazienza e passione.

La tecnica giusta

In effetti il giardinaggio da coltivazione può essere visto come uno step superiore del giardinaggio classico, per intenderci quel giardinaggio che punta alle piante da decorazione e da fiore: anche in questi casi bisogna essere attenti e consapevoli di cosa si sta facendo, soprattutto perché le specie decorative sono molto spesso delicate (perché fuori habitat), però è chiaro che far fruttare un agrumeto oppure raccogliere bei pomodori è quasi da veri agricoltori esperti. Ed una cosa si deve assolutamente assorbire dai coltivatori esperti: la tecnica. La coltivazione delle piante in generale e delle piante da frutto in particolare richiede la conoscenza e la corretta applicazione di alcune tecniche che mirano a fortificare le piante in modo che la loro resa fruttifera sia soddisfacente. Si tratta di operazioni come la potatura, la concimazione, l’innesto, l’annaffiatura (ebbene si, annaffiare con la giusta tecnica e tempistica è un aspetto molto sottovalutato dai non addetti al settore), ovvero di quelle attività che davvero permettono alla pianta di esprimersi al massimo delle potenzialità e forse anche un po’ oltre, per la soddisfazione dei coltivatori. Certo è che conoscere la tecnica giusta non è solo questione di teoria, in agricoltura la pratica ma soprattutto l’esperienza sono molto importanti.

La potatura

In questo nostro articolo vogliamo introdurre i consigli e le dritte giuste per tutti coloro che si vogliono accostare alla potatura di un frutto molto particolare, non originario delle nostre zone ma talmente diffuso in italia da essere comunissimo (non diciamo il nome ma potete leggerlo nel titolo); per far ciò però è bene presentare l’argomento, dato che esso è fondamentale come conoscenza base dell’appassionato di giardinaggio e può dare ulteriori consigli validi per ogni caso. La potatura è quell’operazione che punta ad eliminare in determinati periodi dell’anno alcune parti della pianta in modo da renderla più forte e più produttiva nel corso della successiva ripresa vegetativa; intuitivamente si può immaginare come una pianta, che ogni anno aumenta il numero di rami e foglie, si veda “disperdere” le proprie energie ad alimentare anche rami più vecchi che magari hanno meno spinta produttiva (in termini di frutti, nel nostro caso) ed è bene quindi eliminarli per far sì che la forza della pianta si concentri sui giovani rami e sulle loro gemme, pronte a donare foglie fresche, fiori profumati e frutti prelibati. Il periodo giusto dipende da pianta a pianta, ma una pianta appena potata rischia di morire subito se subisce una gelata (o brinata) nei primi giorni successivi alla potatura; questa è una cosa a cui far attenzione.

La potatura del kiwi

Il kiwi (ecco svelato anche nel testo dell’articolo il nome della pianta oggetto) è il frutto di una pianta dal nome “actinidia”, così diffusa in Italia da far diventare il nostro Paese il primo produttore mondiale di kiwi (il che, relazionato alla nostra estensione superficiale, è clamoroso). Questa pianta ha un carattere simil-rampicante molto aderente a quello della vite, ovvero è perfetta per fare da “tetto” su pergolati e vedere poi i frutti che scendono a grappoli. Proprio come quasi tutte le piante rampicanti o dal carattere simile, anche il kiwi nei primi anni di vita ha grande crescita e pertanto nei due o tre anni dalla inseminazione va applicata una drastica potatura di formazione che punti a distribuire bene i rami ed a farli essere tutti primari dal fusto. Dopo questo periodo la pianta di kiwi va potata per la produzione, ovvero vanno progressivamente eliminati i rami che hanno già prodotto (perché la produzione successiva sarà molto meno numerosa) per dar spazio e risorse ai giovani rami forti. Una delle risorse principali di cui necessita il kiwi è l’aria, perciò è importante la spaziatura tra i rami.

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Domande frequenti

  • Quando effettuare la potatura del kiwi?
    La potatura del kiwi si divide principalmente in due momenti cruciali. La potatura secca, o di produzione, va eseguita durante il riposo vegetativo, generalmente tra fine inverno e inizio primavera, prima della ripresa vegetativa. In questa fase si eliminano i tralci prodotti nell'anno precedente, poiché il kiwi fruttifica sui nuovi getti. È fondamentale evitare di potare quando la pianta è ancora in piena dormienza rigida o se si prevedono gelate tardive, poiché i tagli freschi sono vulnerabili al freddo. Un secondo intervento, la potatura verde, avviene in estate (luglio-agosto) per eliminare i succhioni e migliorare l'aerazione, riducendo il rischio di malattie fungine.
  • Come si pota il kiwi nei primi anni di vita?
    Nei primi due o tre anni, l'obiettivo è la potatura di formazione per strutturare la pianta. Poiché il kiwi è una rampicante vigorosa, va guidata su un supporto solido (come un pergolato o filare). Durante questi anni iniziali, si selezionano i rami principali che formeranno lo scheletro della pianta, accorciando gli altri per favorire una distribuzione equilibrata. Non ci si preoccupa ancora della produzione di frutti, ma si punta a creare una struttura robusta con branche primarie ben distanziate. Una volta stabilita la forma, si passerà alla potatura annuale di produzione.
  • Perché è importante la spaziatura tra i rami del kiwi?
    La spaziatura tra i rami è vitale per il kiwi principalmente per garantire una corretta circolazione dell'aria. Una chioma troppo fitta crea un microclima umido e stagnante ideale per lo sviluppo di malattie crittogamiche, come l'oidio o la muffa grigia. Inoltre, una buona aerazione permette ai raggi solari di penetrare fino all'interno della chioma, favorendo la fotosintesi e la maturazione uniforme dei frutti. Una potatura attenta che mantenga i rami distanziati migliora anche la qualità dei kiwi, prevenendo marciumi e favoriscono una colorazione migliore della buccia.
  • Quali rami devono essere eliminati durante la potatura di produzione?
    Durante la potatura di produzione, il principio guida è che il kiwi produce frutti esclusivamente sui nuovi getti nati dall'anno precedente. Pertanto, vanno eliminati progressivamente i tralci legnosi che hanno già fruttificato, poiché la loro produttività cala drasticamente negli anni successivi. Si lasciano invece i giovani rami vigorosi sviluppati nell'ultima stagione vegetativa, accorciandoli per stimolare la nascita di nuovi germogli l'anno dopo. L'eliminazione dei rami vecchi concentra le energie della pianta sulla nuova vegetazione, assicurando raccolti abbondanti e di qualità.
  • Cosa succede se il kiwi viene colpito da gelo dopo la potatura?
    Se il kiwi viene potato poco prima di un'ondata di gelo o brina tardiva, i tagli freschi e i tessuti esposti possono subire danni gravi, portando alla morte della parte interessata o indebolendo fortemente la pianta. I tessuti vegetali esposti sono vulnerabili al congelamento cellulare. Per questo motivo, è essenziale monitorare le previsioni meteorologiche e posticipare la potatura se si prevedono temperature negative nelle settimane successive. In caso di gelata improvvisa dopo un taglio, la pianta potrebbe reagire emettendo nuova vegetazione dai nodi sottostanti, ma questo rallenterà la crescita e la messa a frutto.

Scheda Tecnica

Actinidia

Nome scientificoActinidia
FamigliaActinidiaceae
Tipo di piantaPianta rampicante decidua
OrigineAsia orientale
EsposizioneSoleggiata, preferibilmente protetta dai venti forti
TerrenoFresco, drenante, leggermente acido, ricco di sostanza organica
IrrigazioneRegolare, evitando ristagni idrici
FiorituraPrimavera (aprile-maggio)
AltezzaVariabile, può superare i 10 metri se non contenuta
ConcimazioneNecessita di apporti bilanciati di azoto, fosforo e potassio
PotaturaPotatura verde in estate e potatura secca in inverno/primavera per rimuovere i rami fruttiferi dell'anno precedente
MoltiplicazionePer talea, margotta o innesto
Malattie e parassitiMarciume radicale, oidio, afidi, cocciniglie
Difficoltà di coltivazioneMedia-Alta (richiede supporto strutturale e potature costanti)