cavolfiore bianco

Ortaggi

Coltivazione cavolfiore

Un ortaggio saporito,ricco di nutrienti e proprietà utili per la salute, dalla coltivazione un po' laboriosa ma che ripaga appieno l'orticoltore una volta pronto per la raccolta.

di Redazione

03 dicembre 2014

Caratteristiche generali

Il cavolfiore è il nome volgare della varietà botrytis del cavolo (Brassica oleracea), una pianta appartenente alla famiglia delle Brassicaceae dette anche Cruciferae per la caratteristica simmetria a croce dei loro fiori provvisti di quattro petali. Il cavolfiore è una pianta erbacea biennale con foglie dalle caratteristiche venature principali estremamente sporgenti e la radice a fittone. La parte commestibile detta testa o palla non è un fiore né un frutto, e deriva dall’ingrossamento unito alla ripetuta ramificazione dell’apice dell’asse principale della pianta, mentre i fiori veri e propri sono gialli, riuniti in racemi che si sviluppano a partire da peduncoli che originano dalla testa, e i frutti che derivano da essi e contengono numerosi semi tondi e scuri sono silique. Il cavolfiore può essere sia bianco che verde e viene suddiviso in varietà nataline cioè precoci, tadive o carnevalesche, e molto tardive o pasqualine.

Semina

La semina del cavolfiore precoce e natalino avviene in semenzaio in maggio-giugno, il trapianto in luglio-agosto con distanze di 65 cm sia tra le file che tra le piante. La semina dei cavolfiori carnevaleschi avviene a metà giugno in semenzaio, con trapianto a agosto e raccolta verso febbraio. La semina dei cavolfiori molto tardivi avviene sempre in giugno, ma il trapianto è a fine agosto e la raccolta ad aprile. Il trapianto va fatto maneggiando con molta cura i semenzali di 5-7 settimane, che avranno già 3-4 foglie. Per estrarli facilmente senza traumi innaffiarli il giorno prima del trapianto e durante l’operazione coprirli con polietilene o tela di sacco per non farli disidratare. La messa a dimora va effettuata con un trapiantatoio su un terreno ben irrigato il giorno prima, avendo cura di rendere ben saldi nel terreno i piccoli cavolfiori compattando con le mani il terreno attorno a ciascuno di essi e poi innaffiare con garbo. Se il tempo fosse molto siccitoso ogni buca di impianto va riempita di acqua.

Terreno

Il cavolfiore vuole un terreno in posizione soleggiata e aperta ma anche riparata, molto ricco di nutrimento e acqua, compatto, con pH tra 6,5 e 7,5. Non vanno mai coltivati nello stesso posto per più anni consecutivi, ma è possibile riutilizzare un’aiuola dopo tre anni. Preferibilmente vanno posizionati dove l’anno precedente erano presenti i fagioli, per sfruttare l’arricchimento di azoto nel suolo che tutte le leguminose apportano, e evitare che eventuali infezioni latenti di ernia del cavolo possano compromettere la coltura (nel caso di infezione accertata devono passare sette anni prima di poter sfruttare di nuovo l’aiuola per le Brassicaceae). Il terreno di semina deve essere stato concimato con letame per la coltivazione precedente, oppure in autunno va arricchito con un secchio di compost o letame maturo per ogni metro quadro. Prima della semina va ulteriormente fertilizzato con 65-70 gr per metro quadro di concime generico, poi va rassodato e reso fine tramite rastrellatura. La doppia vangatura del terreno di trapianto si effettua invece a seconda della varietà più o meno precoce. Inoltre va aggiunto letame molto maturo o compost (5-8 kg al metro quadrato) e si lascia consolidare il terreno. Il coltivatore biologico d’altra parte preparerà le sue aiuole in autunno con composto e concime organico (letame molto ben decomposto, stallatico essiccato, cornunghia) ma senza esagerare. Il bio-agricoltore sa che troppa fertilizzazione produce cavolfiori di scarsa qualità e tratta il terreno del suo orto con un’attenzione tale che non serve esagerare in questo senso, tanto che terreni coltivati secondo natura possono far crescere bene i cavolfiori solo con aggiunte di compost.

Concimazione

Un mese dopo il trapianto a dimora irrorare con solfato ammonico (30-35 gr per metro quadro) e innaffiare per farlo penetrare. Il bio-coltivatore fertilizzerà con farina di roccia oppure macerato di ortica, 2-3 volte nel corso della crescita.

Coltivazione

La coltivazione del cavolo non è semplice, ma nemmeno impossibile se si tiene conto sia del clima che delle esigenze della pianta. Nelle zone più fredde si devono coltivare cavolfiori precoci per non incorrere nel rischio di gelate. I cavolfiori tardivi e molto tardivi vanno protetti dal gelo spezzando e ripiegando un paio di foglie sulla parte edule in formazione. Eventualmente fare lo stesso per mantenere il colore bianco della parte edule in caso di forte irraggiamento solare. I cavolfiori precoci vanno sarchiati con regolarità per eliminare le infestanti o eventualmente pacciamati. Mai far rallentare l’accrescimento della pianta trascurando irrigazioni o fertilizzazioni, mantenere alta l’umidità. Subito dopo il trapianto e fino a attecchimento avvenuto a dimora coprire con fogli di giornale in caso di forte irraggiamento solare per ridurre l’evaporazione. Molto favorevole la consociazione con il sedano.

Annaffiature

Subito dopo il trapianto a dimora irrigare con 1 dl di acqua al giorno fino all’attecchimento. Vanno garantiti 18 litri di acqua per metro quadro nei periodi siccitosi, per mantenere l’umidità nel terreno a un livello ottimale, pena la produzione di cime scadenti. Una pacciamatura che limiti la traspirazione del suolo aiuta a risparmiare acqua.

Proprietà

Il cavolfiore è ricco di Sali minerali e vitamine A, C, K, PP e del gruppo B. E’ antibatterico, depurativo, antiinfiammatorio, rimineralizzante in quanto regolatore del pH del sangue e molto indicato nella dieta del diabetico. Previene cancro a colon e prostata, e dulcis in fundo è squisito.

Cavolfiore in cucina

Il cavolfiore è un tipo di verdura che si presta bene ad essere impiegato come contorno per altre portate ma viene utilizzato anche per la preparazione di diversi piatti. E’ la verdura dell’inverno e, se amate mettervi alla prova e sperimentare nuove ricette, questo ingrediente potrebbe essere un buon punto di partenza per la vostra creatività! Prima di realizzare qualsiasi piatto, occorre togliere le foglie esterne più dure della verdura e lavare bene il cavolfiore sotto acqua corrente. Una volta fatto ciò, sarà possibile lessarlo in acqua bollente e salata, cuocerlo al vapore, gratinarlo o frullarlo per creare una mousse utilizzabile come condimento per risotti e paste o da gustare come minestra. Solo se morbidi e freschi possono essere consumati anche crudi. Questo perchè il cavolfiore è una verdura che si deteriora facilmente e per questo la freschezza dell'alimento deve essere controllata!

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Domande frequenti

  • Quali sono i periodi migliori per seminare e trapiantare il cavolfiore?
    La semina dipende dalla varietà: i precoci si seminano a maggio-giugno e si trapiantano a luglio-agosto; i carnevaleschi a metà giugno con trapianto ad agosto e raccolto a febbraio; i tardivi si seminano a giugno, si trapiantano a fine agosto e si raccolgono ad aprile. È fondamentale usare semenzali di 5-7 settimane, dotati di 3-4 foglie, e trapiantarli con cura per non danneggiare le radici.
  • Come preparare il terreno e concimare il cavolfiore?
    Il terreno deve essere ricco, compatto e con pH tra 6,5 e 7,5. In autunneprecedente alla semina, arricchisci il suolo con compost o letame maturo (5-8 kg/mq) e, prima della semina, aggiungi 65-70 g/mq di concime generico. Un mese dopo il trapianto, somministra solfato ammonico (30-35 g/mq) annaffiando subito dopo. Gli agricoltori biologici preferiscono farina di roccia o macerato di ortica.
  • Quanta acqua serve al cavolfiore e come gestirla?
    Il cavolfiore richiede molta umidità costante. Dopo il trapianto, irriga quotidianamente con 1 litro per pianta fino all'attecchimento. Nei periodi siccitosi, garantiscono circa 18 litri di acqua per metro quadro. L'eccessiva siccità causa cime scadenti. Utilizza la pacciamatura per ridurre l'evaporazione e mantenere il terreno umido più a lungo, evitando stress idrico alla pianta.
  • È possibile coltivare il cavolfiore nello stesso appezzamento ogni anno?
    No, non coltivare cavolfiori nello stesso posto per più anni consecutivi. Se il terreno era sano, puoi riutilizzarlo dopo tre anni. Se l'aiuola ospitava leguminose come i fagioli l'anno precedente, è ideale perché arricchiscono il suolo di azoto. Attenzione: se c'è stata ernia del cavolo, attendi sette anni prima di piantare nuovamente Brassicaceae in quell'area per evitare infezioni latenti.
  • Come proteggere il cavolfiore dal freddo e dal sole intenso?
    Per le varietà tardive, proteggi dal gelo piegando alcune foglie esterne sopra la cima in formazione. Questa tecnica mantiene anche il colore bianco della parte edile evitando l'ingiallimento da eccessivo sole. Dopo il trapianto, usa fogli di giornale per ombreggiare le piante in caso di forte irraggiamento, riducendo l'evaporazione e proteggendo i giovani germogli dallo shock termico.

Scheda Tecnica

Brassica oleracea var. botrytis

Nome scientificoBrassica oleracea var. botrytis
FamigliaBrassicaceae (Cruciferae)
Tipo di piantaErbacea biennale
OrigineColtivata (varietà del cavolo)
EsposizioneSoleggiata, aperta e riparata
TerrenoRicco, compatto, umido, pH 6,5-7,5
IrrigazioneAbbondante e regolare, mantenere umidità costante
FiorituraFiori gialli in racemi (parte edule è apice ingrossato)
ConcimazioneLetame/compost in autunno/inverno; solfato ammonico o farina di roccia dopo il trapianto
PotaturaNessuna, eventuale protezione con foglie per cime bianche
MoltiplicazioneSemina in semenzaio (maggio-giugno) e successivo trapianto
Malattie e parassitiErnia del cavolo, infestanti
Difficoltà di coltivazioneMedia/Alta (coltivazione laboriosa)