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Semina fave

La coltivazione delle fave si va diffondendo sempre di più negli orti, o meglio, vi sta ritornando. Ed a ragione: le fave sono deliziose, se ben cucinate. Vediamo cone si esegue la semina fave.

di Redazione

30 novembre 2016

Coltivare le fave

Le fave sono piante della famiglia delle leguminose abbastanza facili e veloci da coltivare. Il loro nome scientifico è Vicia Faba e sono una pianta annuale. La raccolta avviene tre mesi dopo la semina. La fava si pianta molto semplicemente, da febbraio ad aprile in tutta l'Italia, e da ottobre a dicembre nelle regioni meridionali con clima invernale mite. Per le semine primaverili, la raccolta avverrà tra maggio e giugno, per quelle autunnali, tra marzo e maggio. Per realizzare un impianto di successo, occorrerà allentare il suolo per circa 30 cm. e creare solchi di circa 10, 15 cm. di profondità. Si porrà un seme ogni 10 cm., spingendo leggermente con il pollice. Alternativamente si potranno seminare due semi per buca, spaziandoli di circa 20 cm. Occorre ricoprirli con poca terra leggera. Infine si darà acqua a pioggia sottile. Occorre fare attenzione perché le fave temono il caldo e la siccità, che rallentano la formazione del baccello: si eviteranno, quindi, coltivazioni troppo tardive. Se si desidera avere più solchi di fave, le file dovranno essere disposte ogni 20 cm. Dopo la raccolta occorre mantenere il terreno mobile e vergine da tutte le erbacce, zappando regolarmente.

L'irrigazione della fava

Le piante di fave non possono sopportare il caldo e hanno bisogno di un terreno fresco e umido per crescere. Bisogna dar loro acqua regolarmente, infatti hanno necessità di umidità consistenti, ma occorre non eccedere. Segno della carenza d'acqua è che le foglie appassiscono. Bisogna favorire l'utilizzo di acqua piovana, che risulta più efficiente e migliora il benessere della pianta. Per annaffiare si potrà utilizzare un annaffiatoio o un tubo flessibile. Dalla primavera, occorrerà irrigare con parsimonia, a seconda delle condizioni meteorologiche. Si continuerà ad aspergere d'acqua all'inizio dell'estate: durante la fioritura e la formazione dei baccelli il terreno deve rimanere umido. In caso di siccità o di un'ondata di calore, si darà acqua più volte alla settimana, preferibilmente la sera.

Concimazione delle fave

La fava è una delle piante più sobrie da coltivare. Accetta volentieri l'azoto. La fava appartiene alla famiglia delle Fabaceae, precedentemente definite legumi, che sono in grado di assorbire l'azoto dall'aria e si nutrono grazie a dei batteri, Rhizobium, ospitati nelle radici. L'aggiunta di letame, o di fertilizzante organico ricco di azoto, non è necessaria. Anzi, potrebbe anche essere dannosa, perché i nitrati non assorbiti dalle colture possono essere dilavati e entrare nelle acque sotterranee. Tuttavia, la fava ha bisogno di un suolo profondo, argilloso, calcareo e ricco di potassio. Un terreno troppo povero può influenzare la crescita delle fave. Quando le foglie divengono marroni o arrossiscono, è un segno di carenza di fosforo o di potassio. In suoli poco ricchi, si consiglia di apportare un fertilizzante organico, ricco di sali di potassio e di fosforo, 2 o 3 settimane prima di seminare. Dalla semina alla fioritura, ogni 2 o 3 settimane, si potrà aggiungere un concime ricco in oligoelementi.

Esposizione e malattie delle fave

Le fave richiedono un'esposizione calda e soleggiata. Anche se facili da coltivare e manutenere, si deve monitorare la loro crescita. Il nemico principale è il simulide. Lo si nota quando attacca gli steli e talvolta i baccelli, formando invasioni di piccole bestie nere che danneggiano il raccolto. Occorre iniziare il trattamento appena compaiono questi ditteri. Eventualmente si rimuoveranno gli steli infestati, se l'invasione è importante e localizzata. Si controllerà anche la possibile comparsa di funghi, come la muffa e la ruggine della fava. La coltivazione delle fave, per prevenire la diffusione delle malattie, deve tessere riportata nello stesso terreno ogni tre anni. Sul campo si potranno coltivare, l'anno precedente della semina delle fave, bulbi come l'aglio, lo scalogno, la cipolla, e l'anno successivo verdure a foglia, quali la lattuga o il cavolo.

Domande frequenti

  • Quando si seminano le fave?
    La semina delle fave varia in base al clima regionale. Nelle zone centrali e settentrionali d'Italia, il periodo ideale va da febbraio ad aprile. Al contrario, nelle regioni meridali caratterizzate da inverni miti, è possibile procedere con la semina tra ottobre e dicembre. Questa flessibilità permette di raccogliere i baccelli freschi in periodi diversi: la semina primaverile porta al raccolto tra maggio e giugno, mentre quella autunnale anticipa la raccolta tra marzo e maggio.
  • Come preparare il terreno e la semina?
    Per una buona riuscita, è fondamentale allentare il suolo fino a una profondità di circa 30 centimetri. Successivamente, crea solchi profondi tra i 10 e i 15 centimetri. Posizionare i semi a intervalli regolari: un seme ogni 10 centimetri lungo la fila, oppure due semi per buca distanziati di 20 centimetri. Copri delicatamente con terra leggera e innaffia con pioggia sottile. Mantieni le file distanti 20 centimetri l'una dall'altra per garantire adeguata aerazione.
  • Quanto spesso irrigare le fave?
    Le fave necessitano di un terreno costantemente fresco e umido, poiché temono fortemente la siccità e il caldo intenso, che bloccano la formazione dei baccelli. Irriga regolarmente, preferibilmente con acqua piovana. Dalla primavera, adatta le annaffiature alle condizioni meteo, mantenendo il substrato umido specialmente durante fioritura e sviluppo dei frutti. In caso di ondate di calore, annaffia più volte a settimana, preferibilmente la sera, evitando però i ristagni idrici.
  • È necessario concimare le fave?
    Generalmente no, poiché le fave sono leguminose capaci di fissare l'azoto atmosferico grazie ai batteri rizobi sulle radici. Aggiungere letame o azoto sintetico è inutile e potenzialmente dannoso per l'ambiente. Tuttavia, se il suolo è povero, apporta fertilizzante organico ricco di potassio e fosforo 2-3 settimane prima della semina. Durante il ciclo vegetativo, fino alla fioritura, puoi integrare con concimi ricchi di oligoelementi ogni 2-3 settimane se noti segni di carenza come ingiallimento o arrossamento fogliare.
  • Quali parassiti e malattie colpiscono le fave?
    Il nemico principale è il simulide (mosca nera), che depone uova sugli steli causando invasioni di larve nere dannose. Intervieni tempestivamente rimuovendo le parti infestate o trattando all'apparire dei primi insetti. Attenzione anche a funghi come muffa e ruggine. Per prevenire patologie, rispetta la rotazione delle colture: non piantare fave nello stesso appezzamento ogni tre anni. È utile precederle con bulbi (aglio, cipolla) e seguirle con verdure a foglia (lattuga, cavoli).

Scheda Tecnica

Vicia faba

Nome scientificoVicia faba
FamigliaFabaceae (Leguminose)
Tipo di piantaAnnuale
EsposizioneSoleggiata e calda
TerrenoProfondo, argilloso, calcareo, ricco di potassio
IrrigazioneRegolare, terreno fresco e umido, evitare ristagni
FiorituraPrimavera-inizio estate
ConcimazioneSobria; evita azoto eccessivo. Potassium/fosforo se suolo povero.
MoltiplicazioneSemina diretta
Malattie e parassitiSimulidi (mosche nere), muffa, ruggine
Difficoltà di coltivazioneFacile