Faggio bonsai verde

Bonsai

Bonsai faggio

Il Bonsai di faggio è una pianta da esterno molto pregiata per la sua eleganza, delicatezza, forma ed adattabilità a piccoli vasi. Ha una chioma ramificata e ricca di foglie che hanno un colore variabile a seconda della stagione che va dal verde chiaro al verde scuro, al giallo, fino al rosso.

di Redazione

28 gennaio 2015

Descrizione faggio e bonsai di faggio

Il faggio in natura è una pianta maestosa che può raggiungere i 25-30 metri di altezza. Ha una chioma tondeggiante ricca di rami e foglie. Il fusto ha un corteccia liscia (anche negli esemplari più vecchi) ed il colore varia in base alla specie (dal marrone chiaro, al grigio cenere al marrone biancastro). Le foglie sono ovali, semplici ed alternate, con bordi ondulati ed hanno un colore variabile a seconda della stagione (in primavera verde chiaro, in estate verde scuro, in inverno dal giallo al rosso). Rimangono sulla pianta per tutto l'inverno (seppur secche) per proteggere le gemme, per poi cadere in primavera quando spuntano le nuove. Su un esemplare sono presenti sia fiori maschili che femminili (è una pianta mondica) che vengono impollinati dal vento e producono dei frutti triangolari commestibili detti "faggiole", formati da due noci lucide allungate. Se ne ricava un bonsai che mantiene le caratteristiche di eleganza e leggerezza della pianta originaria e le variazioni di colore delle foglie. Può essere coltivato seguendo vari stili, sia formali che informali. Molto apprezzato è quello a boschetto su lastra e gli esemplari "Yamadori".

Terreno concimazione e rinvaso bonsai faggio

Il terreno per bonsai di faggio deve garantire un buon drenaggio e non asciugarsi rapidamente. Il più idoneo è quello composto da 1/3 di akadama, 1/3 di pozzolana ed 1/3 di sabbia di fiume. Le concimazioni vanno fatte a cadenza quindicinale, durante il periodo vegetativo (da marzo a ottobre) evitando i mesi più caldi (luglio - agosto) e sospendendole momentaneamente dopo la crescita delle foglie, per evitare che vengano troppo grandi. E' bene utilizzare un fertilizzante specifico per bonsai a lenta scissione. Il bonsai faggio è una pianta che cresce lentamente, e va rinvasato ad anni alterni quando è ancora giovane, poi ogni 3-4 anni. Il periodo migliore per fare questa operazione è la fine dell'estate, quando la pianta ha ancora le foglie verdi, perché le gemme sono in grado di garantire una crescita delle radici prima della stasi vegetativa. Il rinvaso può anche essere effettuato in primavera, quando il faggio si risveglia dal letargo invernale. Durante il rinvaso le radici vanno ridotte della metà, come nelle piante sempreverdi. Radica bene vicino ai tagli delle radici più grandi, ma le ferite vanno medicate con pasta cicatrizzante per evitare marciumi.

Esposizione ed annaffiatura bonsai di faggio

Il Bonsai di faggio è una pianta che in natura vive in montagna, ed ha bisogno di un ambiente umido e fresco. Nella primavera ed in autunno va messo in un luogo soleggiato, per far si che cresca compatto, robusto e con piccole foglie. Nella stagione estiva invece va spostato in una zona fresca ed ombreggiata, possibilmente a nord. Per garantirgli una buona umidità, va usato un sottovaso contenente acqua e ghiaia. In inverno può essere lasciato all'aperto senza particolari problematiche, visto che è una pianta che in natura vive in montagna e resiste molto bene al freddo. Al limite, se la temperatura dovesse scendere sotto lo 0 termico, si potrebbero proteggere le radici dal gelo, avvolgendo il vaso con del tessuto non tessuto o posizionandolo in una scatola di cartone. Va innaffiato, come del resto la maggior parte dei bonsai, quando il terreno risulta asciutto, preferendo l'utilizzo di acqua piovana perché contiene pochi sali minerali. Nella stagione calda, dopo che si sono formate le nuove gemme (fine luglio - inizio agosto), vanno ridotte le irrigazioni del terreno, provvedendo invece a nebulizzare spesso le foglie per inumidire la chioma.

Potatura bonsai di faggio

Il periodo migliore per effettuare la potatura di formazione del bonsai di faggio è l'inverno, quando la pianta non ha foglie e la struttura dei rami è visibile. In questa stagione poi il riposo della vegetazione evita danni causati dalla perdita di linfa dai tagli, che andranno medicati con pasta cicatrizzante. Vanno lasciati pochi rami principali ben distribuiti e numerosi rametti secondari. E' bene evitare di tagliare i rami che hanno dimensioni importanti, perché la loro cicatrizzazione crea ingrossamenti antiestetici. Essendo il faggio una specie a foglie alterne, quando si potano i rami è necessario lasciare le gemme che si dirigano nella direzione voluta. La pianta sopporta abbastanza bene anche le potature drastiche ed è in grado di germogliare anche da legni "vecchi". Per avere una bella chioma compatta, in primavera, quando la piantina ha prodotto almeno 6-8 foglioline, vanno tagliati i rametti sotto la seconda foglia. In autunno invece dovranno essere eliminate le gemme che creerebbero rami non necessari ed indesiderati. In primavera inoltre, per dare equilibrio alla pianta, vanno eliminate le gemme più grandi presenti alla sommità dei rami.

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Domande frequenti

  • Come devo gestire l'esposizione del bonsai di faggio durante l'estate?
    Durante la stagione estiva, il bonsai di faggio richiede un ambiente fresco e ombreggiato, idealmente esposto a Nord. L'esposizione diretta al sole intenso può stressare la pianta e bruciare le foglie. È fondamentale garantire un'elevata umidità ambientale utilizzando un sottovaso riempito d'acqua e ghiaia, dove appoggierai il vaso senza farlo toccare direttamente l'acqua. Questa pratica previene l'essiccamento rapido del substrato e mantiene l'umidità necessaria per una pianta originariamente montana.
  • Qual è il mix di terreno ideale per il bonsai di faggio?
    Il substrato perfetto per il bonsai di faggio deve garantire un eccellente drenaggio e trattenere l'umidità senza diventare pesante. La composizione consigliata è una miscela equa composta da un terzo di akadama, un terzo di pozzolana e un terzo di sabbia di fiume. Questo mix permette alle radici di respirare correttamente, prevenendo i marciumi, mentre l'akadama aiuta a mantenere l'umidità necessaria per la salute della chioma durante i periodi di crescita attiva.
  • Quando e come va effettuata la potatura del faggio?
    La potatura strutturale principale si effettua in inverno, quando la pianta è priva di foglie e la struttura dei rami è chiaramente visibile. I tagli vanno medicati con pasta cicatrizzante per evitare infezioni. Per la definizione della chioma, in primavera, quando sono comparse 6-8 foglioline, accorcia i rametti sotto la seconda foglia per favorire la ramificazione fine. In autunno elimina le gemme ascellari indesiderate per preparare la pianta all'inverno e mantenere la forma desiderata.
  • È possibile rinvasare il bonsai di faggio in primavera?
    Sì, il rinvaso può essere effettuato in primavera, appena la pianta si risveglia dal letargo invernale. Tuttavia, il periodo ottimale rimane la fine dell'estate, quando le foglie sono ancora verdi e le gemme possono garantire una rapida ricrescita radicale prima della stasi vegetativa. Durante il rinvaso, riduci le radici della metà, specialmente quelle più grosse, e applica sempre pasta cicatrizzante sulle ferite per prevenire marciumi. La frequenza è ogni 2-3 anni per i giovani esemplari, poi ogni 3-4 anni.
  • Come devo gestire le annaffiature nel periodo caldo?
    Nel periodo caldo, dopo la formazione delle nuove gemme (fine luglio-inizio agosto), riduci le irrigazioni dirette al terreno per evitare che le foglie diventino eccessivamente grandi. Invece, aumenta la frequenza delle nebulizzazioni sulle foglie per inumidire la chioma e creare un microclima favorevole. Usa sempre acqua piovana o demineralizzata, poiché il faggio teme l'accumulo di sali minerali nell'acqua di rubinetto. Controlla quotidianamente il substrato: annaffia solo quando la superficie appare asciutta.

Scheda Tecnica

Fagus sylvatica

Nome scientificoFagus sylvatica
FamigliaFagaceae
Tipo di piantaAlbero deciduo
OrigineEuropa
EsposizioneSole parziale (estate ombra), pieno sole (primavera/autunno)
TerrenoAcido, ricco di humus, ottimo drenaggio (Akadama, pozzolana, sabbia)
IrrigazioneRegolare, mantenere umido ma non zuppo; usare acqua piovana
FiorituraPrimaverile (fiori poco appariscenti, monoici)
AltezzaDa 25 a 30 metri (in natura); ridotta artificialmente nel bonsai
ConcimazioneSpecifica per bonsai a lenta cessione, da marzo a ottobre (evitare luglio-agosto)
PotaturaInverno (struttura), Primavera (sfoltimento foglie), Autunno (gemme ascellari)
Malattie e parassitiMarciumi radicali (se ristagno idrico), afidi, ragnetto rosso
Difficoltà di coltivazioneMedia-Alta (richiede umidità ambientale e gestione stagionale precisa)