Albero di taglia media, il carpino bianco può raggiungere fino 15 metri di altezza; presenta uno sviluppo irregolare e un fusto piuttosto contorto
Sai come utilizzare il biancospino per preparare tisane, infusi e in quali dosi assumerlo? Entra nella pagina e scoprilo con noi e i nostri consigli.
In Russia è la regina delle piante. La betulla bianca si adatta ai climi molto rigidi e resiste anche agli inverni più freddi
Una delle particolarità del bagolaro è la sua grande adattabilità all'ambiente in cui si trova. Ha infatti una grande resistenza di sopravvivenza ...
Il falso albero di Giuda, o katsura, è un albero dioico alto fino a 40 metri, noto per le foglie profumate e i colori autunnali vivaci.
L'albero di giuda è una pianta latifoglie dalla bellezza incredibile. Infatti, con l'avvento della primavera mostra la sua bellissima fioritura ...
L'Albero dei tulipani, o liriodendro, è una pianta della famiglia delle Magnoliacee, originaria degli Stati Uniti orientali. Rappresenta un albero di ...
La Melia azedarach, nota come albero dei rosari, è un arbusto deciduo di medie dimensioni, originario dell'Asia e dell'Australia. Cresce rapidamente ...
L'albero dei cervi (Gymnocladus dioicus), appartenente alle Leguminose, è un albero dioico di medie-grandi dimensioni, alto fino a 20 metri. ...
L'ailanto, albero del paradiso, è una Specie dioica di grandi dimensioni, originaria dell'Asia orientale, nota per la rapida crescita e l'ampia ...
L'agrifoglio (Ilex aquifolium) è una pianta dioica sempreverde, lenta e longeva, nativa dell'Europa atlantica e del Mediterraneo. Predilige climi ...
L'acero saccarino è un grande albero a rapida crescita, nativo del Nord America, noto per le sue foglie argentate e la tolleranza ai ristagni idrici.
Questa tipologia di pianta, cresce in maggior misura nei boschi, in maniera spontanea ma non per questo, si può trovare anche nei giardini di casa e ...
L'acero palmato è utilizzato moltissimo al giorno d'oggi come pianta da bonsai, grazie alla sua particolare bellezza e alla capacità di sopravvivenza ...
L'acero opalo, o acer italico, è un albero medio della famiglia delle Aceracee, nativo del Mediterraneo. Predilige climi temperati e suoli calcarei ...
Utilizzato come pianta ornamentale, l'acero negungo presenta dimensioni piuttosto variabili e una crescita abbastanza rapida
L'acero minore (Acer monspessulanum), detto anche cestuccio, è il più piccolo degli aceri, raggiungendo al massimo 12 metri. Originario del ...
L'acero di monte è una pianta meravigliosa che presenta una chioma piuttosto arrotondata ma con rami imponenti. Questo tipo di acero si caratterizza ...
L'acero da zucchero è un grande albero della famiglia delle Aceracee, originario del Nord America. Cresce rapidamente raggiungendo oltre 30 metri, ...
Gli alberi Latifoglie appartengono alle Angiosperme, o come si preferisce dire recentemente in ambito scientifico, alla divisione Magnoliophyta, apparsa sulla terra 130 milioni di anni fa, nel periodo Cretaceo. Le latifoglie vengono impropriamente chiamate così per metterle in contrapposizione alle aghifoglie o conifere, sottolineando il fatto che hanno foglie espanse invece che aghiformi. Le Angiosperme a differenza delle gimnosperme hanno i semi avvolti da un vero frutto che li protegge (il loro nome significa infatti “seme protetto”) e ne facilita la dispersione a opera di animali, vento, acqua. Si suddividono in monocotiledoni e dicotiledoni, a seconda di quanti cotiledoni sono presenti all’interno del seme. Tutti gli alberi conosciuti che non rientrano nel gruppo tassonomico delle Gimnosperme fanno parte delle Latifoglie. Più in generale le Angiosperme comprendono piante erbacee, arbustive e arboree, a foglie caduche o persistenti, con fiori ermafroditi oppure a sessi separati. In quest’ultimo caso possono essere presenti o sulla stessa pianta che viene quindi detta monoica, o su piante diverse dette quindi dioiche come nel caso dell’alloro che esiste come pianta maschile e femminile. Gli alberi latifoglie hanno colonizzato vari ambienti, da quello pluviale (foreste pluviali equatoriali dette anche tropicali) a quello alluvionale e a galleria su corsi fluviali, passando per le classiche foreste a latifoglie della fascia climatica temperata, le mediterranee decidue e le foreste pluviali temperate.
Il fiore della Latifoglie può essere ermafrodito quando presenta sia l’androceo che il gineceo, oppure unisessuato e in questo caso ha solo l’androceo (fiore maschile o staminifero) o il gineceo (fiore femminile o pistillifero). I pezzi fiorali derivano da foglie modificate, e in genere sono, dall’esterno all’interno, calice, corolla, androceo e gineceo. La corolla e/o il calice, detti nell’insieme perianzio, possono avere oltre alla funzione protettiva dell’androceo o del gineceo, anche una funzione vessillifera per attirare insetti o altri animali impollinatori. Il nettare viene prodotto dai nettari alla base dei petali. L’androceo è costituito dagli stami, a loro volta composti da filamenti che sorreggono le antere, costituite da due teche contenenti le sacche polliniche. Il pistillo è invece la parte femminile del fiore composta dall’ovario che continua nello stilo che termina nello stimma. Il polline si deposita sullo stimma. La classificazione delle Angiosperme si basa molto sulla morfologia fiorale. Macroscopicamente in base alla forma e il grado di simmetria della corolla possiamo parlare di fiori irregolari, senza alcuna simmetria, fiori attinomorfi a simmetria raggiata come nel caso delle Rosaceae quali Pesco o Ciliegio, fiori zigomorfi a corolla bilabiata cioè a simmetria bilaterale come nel caso di molte piante aromatiche tra cui il Rosmarino, e fiori zigomorfi a corolla papilionacea come nel caso della Sophora japonica, della Robinia o del semplice trifoglio dei prati. Il frutto delle latifoglie può essere un vero frutto carnoso (bacche come per il Sambuco, esperidi come per tutti gli agrumi, drupe come per Ciliegio, Palma da Cocco, Noce e Olivo, balaustrio come nel caso del Melograno) o secco (i legumi come nel caso dell’Albero di Giuda, le samare tipiche degli aceri o le nucule di nocciolo e castagno). Esistono anche i falsi frutti come nel caso del pomo di Biancospino, Sorbo o Melo, il cui vero frutto è comunemente noto come torsolo, contenente appunto i semi della pianta. Il legno delle Latifoglie è più evoluto rispetto a quello delle Conifere, che presentano le sole Tracheidi all’interno dei loro fusti. Le Latifoglie infatti hanno vere e proprie trachee, cioè vasi aperti entro i quali i liquidi possono scorrere molto più rapidamente, che hanno la caratteristica di essere prodotte in diametri differenti a seconda della disponibilità stagionale di acqua. In primavera quando l’acqua è abbondate le trachee prodotte hanno diametro maggiore, mentre in estate ne crescono altre con un lume più piccolo.
In Italia le categorie forestali più diffuse sono i querceti di Rovere, Roverella e Farnia seguiti dalle faggete e dai boschi di Cerro, Farnetto (Quercus frainetto), Fragno (Quercus trojana)e Quercia vallonea. Nei parchi, giardini pubblici e privati, nelle campagne e lungo le strade le specie di Latifoglie che si incontrano più spesso sono Tiglio, Pioppi, Aceri, Castagno, Betulla, Carpini, Faggio, Frassino, Ontani, Robinia. Questo elenco è ovviamente di massima, soprattutto considerando che a secondo degli habitat alcune specie saranno più o meno diffuse, e che per il verde pubblico e nei giardini privati l’impiego di cultivar di pregio e grande bellezza è ampiamente diffuso. Anche in contesti di ridotte dimensioni o addirittura in vaso è possibile coltivare Latifoglie scelte con cura per le loro caratteristiche, in particolare specie a portamento arbustivo oppure nane o a crescita lenta (Per esempio Cornus, Salix, Laurus, Prunus da fiore, Agrumi, Aceri giapponesi)