Tra le piante fiorite che possiamo scegliere per rendere un giardino o un'abitazione più bella, abbiamo un mondo intero da cui attingere. I criteri ...
Albizia julibrissin è un albero originario dell'Asia, coltivati per motivi ornamentali, sia per le foglie sia per i suoi fiori molto particolari, ...
Gli eucaliptus sono piante a portamento arboreo o arbustivo, originarie dell'Oceania, sono stati introdotte nelle zone temperate di tutti i ...
L'ulivo è un albero molto longevo e, da alcuni studi si è riscontrato che, in Palestina e nell'Africa Settentrionale, vi siano piante d'ulivo ...
I salici piangenti sono alberi spesso utilizzati a scopo ornamentale e la loro diffusione in Europa si ebbe solamente a partire dalla fine del 1600. ...
L'oppio appartiene alla famiglia delle Aceracee, che comprende più di 200 specie, ed è un albero di medie dimensioni che può raggiungere i 18 metri ...
Originaria dell'Australia, la pianta di eucalipto cresce bene nei climi temperati del centro e del sud. E' un albero decorativo per giardini ed ...
Per secoli è stato il pane dei poveri, nelle zone montane, dove si sviluppava l’albero di castagno, in inverno era l’unico cibo disponibile. Frutto ...
La quercia è una pianta robusta molto longeva. Se trova un clima e un terreno in grado di soddisfare le sue esigenze nel migliore dei modi, può ...
Equilibrio, dunque, è la parola chiave che caratterizza il giardino giapponese. Ne consegue che va posta una particolare cura nella scelta e nella ...
Il nocciolo fa parte della famiglia delle Betulaceae e al genere Corylus, che annovera differenti tipi di nocciole. La pianta può raggiungere i 5-7 m ...
Il nome scientifico del Baobab è Adansonia della famiglia Bombacaceae e comprende ben otto specie. Il suo nome sembra che derivi dal termine arabo ...
Il platano è un albero molto diffuso e grazie alla sua elegante bellezza è spesso scelto per adornare i viali e i giardini delle nostre città. Ha ...
La canfora è una pianta di grandi dimensioni che viene utilizzata per decorare i parchi pubblici o ampi giardini. I suoi oli essenziali sono ...
Il castagno è un albero che raggiunge notevoli dimensioni. Ha foglie caduche che iniziano a cadere al suolo con i primi freddi autunnali tingendosi ...
L'albero d'ulivo è una pianta della famiglia delle Oleaceae molto diffusa in diverse zone d'Italia e nel resto del mondo. Può essere utilizzato sia ...
Lo schinus è una pianta di piccole dimensioni che cresce bene in qualsiasi terreno ben drenato. Le sue bacche rosse ravvivano i giardini nel periodo ...
L’olivo è una pianta non troppo semplice da coltivare. È facilmente attaccabile dai parassiti come la mosca olearia e per ottenere un buon raccolto è ...
Il gelso è una pianta a lento sviluppo. Il suo tronco contorto contribuisce a decorare i giardini e i parchi soprattutto del nord Italia. Per ...
Gli alberi latifoglie si distinguono per il loro fogliame espanso rispetto alle piante con fogliame aghiforme. Vengono principalmente ...
Il pepe è considerata la migliore delle spezie perché riesce a conservare a lungo i cibi senza dover ricorrere alla refrigerazione. La pianta che ...
Il salice piangente è una specie vegetale affascinante e esteticamente interessante. Simbolo di una cultura lontana, si piega verso il centro del ...
Gli alberi Latifoglie appartengono alle Angiosperme, o come si preferisce dire recentemente in ambito scientifico, alla divisione Magnoliophyta, apparsa sulla terra 130 milioni di anni fa, nel periodo Cretaceo. Le latifoglie vengono impropriamente chiamate così per metterle in contrapposizione alle aghifoglie o conifere, sottolineando il fatto che hanno foglie espanse invece che aghiformi. Le Angiosperme a differenza delle gimnosperme hanno i semi avvolti da un vero frutto che li protegge (il loro nome significa infatti “seme protetto”) e ne facilita la dispersione a opera di animali, vento, acqua. Si suddividono in monocotiledoni e dicotiledoni, a seconda di quanti cotiledoni sono presenti all’interno del seme. Tutti gli alberi conosciuti che non rientrano nel gruppo tassonomico delle Gimnosperme fanno parte delle Latifoglie. Più in generale le Angiosperme comprendono piante erbacee, arbustive e arboree, a foglie caduche o persistenti, con fiori ermafroditi oppure a sessi separati. In quest’ultimo caso possono essere presenti o sulla stessa pianta che viene quindi detta monoica, o su piante diverse dette quindi dioiche come nel caso dell’alloro che esiste come pianta maschile e femminile. Gli alberi latifoglie hanno colonizzato vari ambienti, da quello pluviale (foreste pluviali equatoriali dette anche tropicali) a quello alluvionale e a galleria su corsi fluviali, passando per le classiche foreste a latifoglie della fascia climatica temperata, le mediterranee decidue e le foreste pluviali temperate.
Il fiore della Latifoglie può essere ermafrodito quando presenta sia l’androceo che il gineceo, oppure unisessuato e in questo caso ha solo l’androceo (fiore maschile o staminifero) o il gineceo (fiore femminile o pistillifero). I pezzi fiorali derivano da foglie modificate, e in genere sono, dall’esterno all’interno, calice, corolla, androceo e gineceo. La corolla e/o il calice, detti nell’insieme perianzio, possono avere oltre alla funzione protettiva dell’androceo o del gineceo, anche una funzione vessillifera per attirare insetti o altri animali impollinatori. Il nettare viene prodotto dai nettari alla base dei petali. L’androceo è costituito dagli stami, a loro volta composti da filamenti che sorreggono le antere, costituite da due teche contenenti le sacche polliniche. Il pistillo è invece la parte femminile del fiore composta dall’ovario che continua nello stilo che termina nello stimma. Il polline si deposita sullo stimma. La classificazione delle Angiosperme si basa molto sulla morfologia fiorale. Macroscopicamente in base alla forma e il grado di simmetria della corolla possiamo parlare di fiori irregolari, senza alcuna simmetria, fiori attinomorfi a simmetria raggiata come nel caso delle Rosaceae quali Pesco o Ciliegio, fiori zigomorfi a corolla bilabiata cioè a simmetria bilaterale come nel caso di molte piante aromatiche tra cui il Rosmarino, e fiori zigomorfi a corolla papilionacea come nel caso della Sophora japonica, della Robinia o del semplice trifoglio dei prati. Il frutto delle latifoglie può essere un vero frutto carnoso (bacche come per il Sambuco, esperidi come per tutti gli agrumi, drupe come per Ciliegio, Palma da Cocco, Noce e Olivo, balaustrio come nel caso del Melograno) o secco (i legumi come nel caso dell’Albero di Giuda, le samare tipiche degli aceri o le nucule di nocciolo e castagno). Esistono anche i falsi frutti come nel caso del pomo di Biancospino, Sorbo o Melo, il cui vero frutto è comunemente noto come torsolo, contenente appunto i semi della pianta. Il legno delle Latifoglie è più evoluto rispetto a quello delle Conifere, che presentano le sole Tracheidi all’interno dei loro fusti. Le Latifoglie infatti hanno vere e proprie trachee, cioè vasi aperti entro i quali i liquidi possono scorrere molto più rapidamente, che hanno la caratteristica di essere prodotte in diametri differenti a seconda della disponibilità stagionale di acqua. In primavera quando l’acqua è abbondate le trachee prodotte hanno diametro maggiore, mentre in estate ne crescono altre con un lume più piccolo.
In Italia le categorie forestali più diffuse sono i querceti di Rovere, Roverella e Farnia seguiti dalle faggete e dai boschi di Cerro, Farnetto (Quercus frainetto), Fragno (Quercus trojana)e Quercia vallonea. Nei parchi, giardini pubblici e privati, nelle campagne e lungo le strade le specie di Latifoglie che si incontrano più spesso sono Tiglio, Pioppi, Aceri, Castagno, Betulla, Carpini, Faggio, Frassino, Ontani, Robinia. Questo elenco è ovviamente di massima, soprattutto considerando che a secondo degli habitat alcune specie saranno più o meno diffuse, e che per il verde pubblico e nei giardini privati l’impiego di cultivar di pregio e grande bellezza è ampiamente diffuso. Anche in contesti di ridotte dimensioni o addirittura in vaso è possibile coltivare Latifoglie scelte con cura per le loro caratteristiche, in particolare specie a portamento arbustivo oppure nane o a crescita lenta (Per esempio Cornus, Salix, Laurus, Prunus da fiore, Agrumi, Aceri giapponesi)